Più Soldi in Busta Paga agli Stagionali: Come Funzionano i Bonus dell’Estate

stagionali

Per molti lavoratori stagionali il 2026 potrebbe portare una busta paga più alta. Le nuove misure previste dalla legge di Bilancio puntano infatti ad aumentare il netto per chi alterna periodi di lavoro e disoccupazione, situazione tipica di chi lavora con contratti stagionali nel turismo, nella ristorazione e in altri settori legati ai picchi di attività.

Bonus stagionali turismo: cos’è il trattamento integrativo speciale

La misura più importante per gli stagionali del turismo è il trattamento integrativo speciale previsto dal comma 18 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2026.

Il beneficio riguarda i lavoratori dipendenti del settore turismo, delle strutture ricettive e degli stabilimenti termali, compresi quindi molti lavoratori stagionali che durante l’anno alternano mesi di occupazione a periodi di NASpI o inattività.

L’obiettivo è aumentare il netto in busta paga riconoscendo un bonus del 15% sulle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi. Si tratta dunque di una somma aggiuntiva che intende premiare coloro che lavorano nei giorni rossi, fatto molto frequente nel settore turistico.

Chi può ottenere il bonus turismo

La misura interessa:

  • i lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, quindi chi lavora in ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, locali notturni, ecc.
  • i lavoratori degli stabilimenti balneari e termali,
  • i lavoratori di hotel e altre strutture ricettive (quindi ostelli, campeggi, resort, villaggi turistici, agriturismi, b&b, ecc.).

Per ottenere il beneficio sarà necessario avere avuto nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 40 mila euro.

Un aspetto importante è che il trattamento integrativo speciale non viene riconosciuto automaticamente: il lavoratore dovrà farne richiesta al datore di lavoro. Infine, spetta solo per i periodi paga dal 1° gennaio al 30 settembre 2026.

Detassazione su notturni e festivi: misura diversa dal bonus turismo

Accanto al trattamento integrativo speciale è prevista anche una seconda misura fiscale. Si tratta di una detassazione del 15% che si applica alle somme corrisposte a titolo di:

  • maggiorazioni e indennità per lavoro notturno;
  • maggiorazioni e indennità per lavoro svolto nei giorni festivi;
  • maggiorazioni e indennità per lavoro svolto nei giorni di riposo settimanale (come individuati dal CCNL, anche se non coincidono con la domenica);
  • indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni, previsti dal CCNL.

Anche qui il limite reddituale è fissato a 40 mila euro riferiti al 2025. Ne sono esclusi esplicitamente i lavoratori del turismo. Invece, possono beneficiarne, per esempio, gli stagionali del commercio.

La detassazione si applica automaticamente

A differenza del bonus destinato agli stagionali del turismo, la detassazione sui turni e sul lavoro festivo sarà applicata automaticamente in busta paga dal datore di lavoro. Questo significa che il lavoratore non dovrà presentare alcuna domanda specifica.

Lo sconto fiscale verrà riconosciuto direttamente sulle somme legate:

  • al lavoro notturno;
  • alle festività;
  • ai riposi lavorati;
  • ai turni.

Anche in questo caso l’effetto finale sarà un aumento del netto percepito ogni mese.

Più netto in busta paga per gli stagionali

Entrambe le misure comportano un vantaggio concreto nelle buste paga, in cui lo stipendio netto aumenterà. Puntano quindi a sostenere chi lavora nei periodi di maggiore affluenza turistica, ma non ha la continuità occupazionale tipica di un contratto stabile.

Il trattamento integrativo speciale dedicato al turismo e la detassazione prevista per gli altri settori hanno infatti un obiettivo comune: lasciare più soldi in busta paga ai lavoratori con redditi medio-bassi.

Per chi lavora solo in alcuni mesi dell’anno, soprattutto nei periodi di alta stagione, anche poche centinaia di euro in più possono fare la differenza sul bilancio familiare.