Metalmeccanici e Arretrati Automatici in Busta Paga. Chi Avrà Più Vantaggi?

La proposta sugli arretrati automatici nei rinnovi dei contratti collettivi potrebbe avere effetti molto diversi nel settore metalmeccanico. L’emendamento presentato dalla Lega al decreto Lavoro che fissa il “salario giusto” punta infatti a introdurre una regola nuova: gli aumenti salariali previsti dai rinnovi dovrebbero decorrere direttamente dalla data di scadenza del contratto e non dal momento della firma definitiva.

In pratica, se il rinnovo arrivasse dopo uno o due anni, i lavoratori avrebbero diritto a ricevere tutti gli arretrati maturati durante il periodo di vacanza contrattuale. Ovviamente l’importo dell’arretrato sarebbe negoziato dai sindacati Fim Fiom Uilm con le rappresentanze delle aziende.

Un emendamento del governo con alte possibilità di approvazione

Il punto centrale del Decreto è l’introduzione del concetto di “salario giusto” (abbiamo visto qui gli effetti concreti nel settore metalmeccanico).

La misura sugli arretrati nasce all’interno della maggioranza e viene sostenuta direttamente dal sottosegretario Claudio Durigon. Proprio per questo viene considerata un emendamento con molte possibilità di superare l’esame parlamentare, anche se il testo definitivo potrebbe ancora subire modifiche. Non è neppure escluso che la Lega ritiri la proposta “in cambio” di altri obiettivi politici, ma è presto per dirlo.

Ad ogni modo l’obiettivo dichiarato è superare il sistema degli importi una tantum utilizzato in molti rinnovi contrattuali degli ultimi decenni. Queste somme, infatti, compensano solo in parte il ritardo accumulato durante le trattative e spesso non coprono integralmente la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.

La norma dunque si presente come molto tutelante per i lavoratori e un evidente rischio di innalzamento dei costi per le aziende, costrette anche a fare i ricalcoli sulle mensilità pregresse.

Metalmeccanici, possibili effetti diversi in base al contratto

Nel settore metalmeccanico, però, l’applicazione concreta potrebbe essere molto diversa a seconda del CCNL coinvolto. Tutto dipenderà da come sarà scritto il testo finale della normativa e soprattutto dall’interpretazione che il governo vorrà far valere nella fase applicativa.

Nel sistema industria e PMI metalmeccaniche esiste infatti già un meccanismo di tutela salariale che si applica anche durante la vacanza contrattuale, cioè nel periodo in cui il CCNL è scaduto. Si tratta dell’adeguamento legato all’IPCA NEI che scatta dal mese di giugno di ogni anno e che viene calcolato sull’inflazione registrata nell’anno precedente.

Questo sistema aumenta a tutti gli effetti i minimi retributivi e – nelle intenzioni delle Parti – rappresenta a tutti gli effettti una forma di recupero automatico del potere d’acquisto durante il periodo senza rinnovo.

Artigiani favoriti dagli arretrati?

Diversa appare invece la situazione per i metalmeccanici dipendenti delle aziende artigiane, una platea che supera i 500mila lavoratori. Nel comparto artigiano, infatti, un meccanismo automatico analogo non è presente.

Proprio per questo motivo potrebbero essere soprattutto i dipendenti di officine, laboratori metalmeccanici, orafi, installatori, manutentori, i principali destinatari degli eventuali arretrati automatici previsti dalla nuova norma.

Se il testo dovesse essere approvato senza limitazioni particolari, il settore artigiano rischierebbe quindi di diventare quello con gli effetti economici più evidenti in busta paga durante i futuri rinnovi contrattuali.

Stabilire fin da ora chi potrà ottenere maggiori vantaggi dalla nuova norma sugli arretrati automatici è però difficile. Molto dipenderà infatti da come si chiuderanno, di volta in volta, le trattative sindacali e soprattutto da quale sarà l’indice IPCA NEI preso come riferimento per erogare gli aumenti salariali. Per questo motivo, valutazioni concrete sugli effetti economici reali potranno essere fatte soltanto a posteriori, una volta definiti rinnovi, aumenti e tempi effettivi delle trattative.