Pensione Anticipata, Fino a 7 anni di Uscita Prima: Verso la Proroga al 2029

Il sistema pensionistico italiano si prepara a una nuova stretta sui requisiti di uscita dal lavoro. Da una parte il governo punta a prorogare strumenti di accompagnamento come l’isopensione, dall’altra scatterà un aumento progressivo dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita. Un meccanismo che rischia di rendere sempre più difficile la pensione anticipata, soprattutto per i lavoratori più giovani e con carriere discontinue.

Isopensione prorogata fino al 2029

Tra le misure allo studio c’è la conferma dell’isopensione con l’attuale anticipo massimo di sette anni rispetto alla pensione ordinaria. Lo strumento, introdotto dalla legge Fornero, permette alle aziende con più di 15 dipendenti di accompagnare all’uscita i lavoratori attraverso accordi sindacali, sostenendo integralmente il costo dell’assegno e dei contributi.

Senza una proroga, dal 2027 l’anticipo tornerebbe a quattro anni. Per questo il Governo si è mosso per un intervento di modifica fino al 2029, con gli emendamenti al Decreto Lavoro (o Decreo 1° Maggio). A confermarlo è anche Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che al Il Sole 24 Ore ha dichiarato: “Intendiamo confermare l’isopensione al 2029”.

L’obiettivo è mantenere uno strumento considerato centrale per la gestione degli esuberi e il ricambio generazionale nelle aziende. La proroga era prevista dalle prime bozze del Decreto approvato il 28 aprile, poi espunta nel testo finale. Ora ritorna nel dibattito parlamentare: possibile che l’approvazione avvenga in via definitiva.

Dal 2027 aumentano età e contributi

Il nodo principale resta però l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita. Dal 2027 scatteranno aumenti progressivi dei requisiti pensionistici: un mese in più nel 2027, due mesi nel 2028 e altri due nel 2029.

Per la pensione di vecchiaia si arriverà così a 67 anni e 5 mesi nel 2029. Anche la pensione anticipata subirà un incremento: per gli uomini serviranno oltre 43 anni di contributi, mentre per le donne si supereranno i 42 anni.

Contributivi puri: pensione oltre i 71 anni

Le conseguenze più pesanti riguarderanno i lavoratori contributivi puri, cioè chi ha iniziato a versare contributi dal 1996. Oggi possono andare in pensione a 71 anni con almeno cinque anni di contributi.

Dal 2027 la soglia salirà progressivamente fino a 71 anni e 5 mesi nel 2029. Un cambiamento che rischia di penalizzare chi ha avuto lavori precari, part-time o redditi bassi.

Esclusi i lavori gravosi

Non tutti saranno coinvolti dagli aumenti dell’età pensionabile. Restano infatti esclusi, almeno per il biennio 2027-2028, i lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti. Per queste categorie continueranno a valere gli attuali requisiti senza adeguamenti all’aspettativa di vita.