Cresce l’attesa tra i braccianti che hanno presentato domanda di disoccupazione agricola e attendono di conoscere l’esito della pratica o la data dell’accredito. Negli ultimi giorni qualcosa si è finalmente mosso: l’INPS ha iniziato a lavorare un numero sempre maggiore di domande e in diverse province sono già comparsi i primi esiti definitivi. In alcuni casi le richieste risultano accolte, in altri sono già stati disposti i primi pagamenti.
Una situazione che conferma come le lavorazioni siano ormai entrate nel vivo, anche se i tempi continuano a variare da territorio a territorio.
Le lavorazioni sono partite a fine maggio
Dopo settimane di attesa, verso la fine di maggio molte sedi territoriali dell’INPS hanno iniziato a evadere le domande di disoccupazione agricola presentate dai lavoratori.
Per migliaia di beneficiari questo significa poter finalmente visualizzare l’esito della pratica nel fascicolo previdenziale. Le domande vengono infatti progressivamente esaminate dagli uffici competenti, che procedono all’accoglimento oppure al rigetto qualora non risultino soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa. Tra i motivi più comuni rientrano la mancata iscrizione negli elenchi agricoli, documenti non validi o giornate lavorate insufficienti.
L’avvio delle lavorazioni rappresenta un passaggio fondamentale perché anticipa la successiva fase dei pagamenti, destinata a coinvolgere un numero sempre maggiore di lavoratori nelle prossime settimane.
Disoccupazione agricola, le province dove l’INPS si è mosso più velocemente
Come accade ogni anno, non tutte le sedi territoriali procedono con la stessa velocità. Alcuni uffici hanno già completato l’esame di numerose pratiche, mentre altri stanno ancora lavorando alle verifiche preliminari.
Al momento, le segnalazioni di domande accolte o già in pagamento arrivano dalle seguenti province:
- Asti,
- Trento,
- Verona,
- Treviso,
- Ferrara,
- Bologna,
- Modena,
- Livorno,
- Grosseto,
- Roma,
- Latina,
- Teramo,
- Matera,
- Salerno,
- Cosenza,
- Reggio Calabria,
- Ragusa,
- Messina,
- Caltanissetta,
- Palermo,
- Catania,
- Agrigento.
Si tratta delle realtà nelle quali l’INPS sembra aver accelerato maggiormente le procedure, consentendo ai beneficiari di conoscere prima l’esito della domanda e, in alcuni casi, anche la data prevista per l’accredito. Stando alle segnalazioni, sembra la Sicilia la regione in cui l’INPS si è mosso più velocemente: d’altronde, numerosi sindacati avevano richiesto il pagamento anticipato proprio per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry.
I primi bonifici della disoccupazione agricola sono fissati per il 4 giugno
Come anticipato, in alcune zone sono anche già fissati i pagamenti. I primi accrediti risultano programmati a partire dal 4 giugno, in particolare per alcuni braccianti residenti ad Agrigento, Asti e Ragusa.
Questo però non significa che tutti riceveranno il bonifico nello stesso giorno. La disoccupazione agricola segue infatti un calendario molto diverso rispetto ad altre prestazioni INPS, con pagamenti distribuiti nell’arco di diverse settimane e che andranno avanti per tutto giugno e luglio.
Molto dipenderà dalla sede territoriale che ha in carico la domanda e dal numero di pratiche ancora da esaminare. Proprio per questo motivo, nelle prossime settimane il numero delle province con domande accolte e pagamenti disposti è destinato ad aumentare progressivamente.
Perché alcune province ricevono il pagamento prima di altre
Le differenze territoriali sono uno degli aspetti più evidenti della disoccupazione agricola.
Ogni sede INPS gestisce autonomamente un elevato numero di pratiche e i tempi possono variare in base al carico di lavoro, alle risorse disponibili e alle verifiche necessarie sui singoli fascicoli. Per questo motivo una domanda può risultare già accolta in una provincia mentre in un’altra è ancora in fase di lavorazione, e anche all’interno della stessa provincia possono verificarsi differenze da richiedente a richiedente. L’elenco riportato sopra, infatti, è a titolo esemplificativo e non intende essere esaustivo.
Anche eventuali controlli aggiuntivi o rallentamenti tecnici possono influenzare le tempistiche, determinando differenze che spesso si riflettono direttamente sulla data del pagamento.




