Il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27 continua a restare bloccato nei passaggi amministrativi preliminari, ma per docenti e personale ATA non tutto è ancora perduto. Nonostante i ritardi accumulati nelle ultime settimane, esiste infatti ancora una finestra tecnica che potrebbe consentire il pagamento degli arretrati già nel mese di luglio 2026.
Molto dipenderà dalla velocità con cui il governo completerà l’iter presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e procederà poi all’invio del contratto agli organi di controllo.
Perché i prossimi 20 giorni saranno decisivi
I tempi tecnici di NoiPA e della Pubblica amministrazione lasciano ancora aperta una possibilità concreta.
Se il contratto dovesse ottenere rapidamente il via libera politico e amministrativo nelle prossime settimane, potrebbero infatti esserci ancora i margini per predisporre una emissione speciale o urgente entro luglio.
In questi casi il sistema NoiPA utilizza spesso lavorazioni centralizzate dedicate proprio agli arretrati contrattuali, separandole dal cedolino ordinario.
Per questo motivo i prossimi venti giorni vengono considerati fondamentali: oltre quella soglia diventerebbe molto più difficile organizzare le elaborazioni stipendiali in tempo utile per il mese successivo.
Gli arretrati attesi da oltre un milione di lavoratori
Il rinnovo riguarda oltre un milione di dipendenti tra docenti, personale ATA e alta istruzione.
L’attesa è particolarmente alta perché il nuovo contratto dovrebbe consentire di recuperare almeno in parte gli effetti dell’inflazione degli ultimi anni, dopo una lunga stagione di perdita del potere d’acquisto.
Proprio per questo il ritardo accumulato sta iniziando a pesare anche sul piano politico e sindacale.
Negli ultimi giorni anche diverse organizzazioni dei lavoratori hanno iniziato a criticare apertamente la lentezza dell’iter amministrativo successivo alla firma dell’ipotesi di contratto del 1° aprile.
Nel Consiglio dei ministri nessuna parola sul contratto scuola
A rendere ancora più delicata la situazione è stato il silenzio del governo nelle comunicazioni ufficiali.
Nel comunicato del Consiglio dei ministri del 22 maggio sono stati affrontati temi economici, fiscali e amministrativi molto dettagliati, ma il contratto della scuola non viene nemmeno citato.
Nessun aggiornamento sui tempi, nessuna indicazione sull’invio alla Corte dei Conti, nessuna rassicurazione ai lavoratori del comparto.
Un’assenza che ha inevitabilmente aumentato dubbi e preoccupazioni nelle scuole.
I prossimi giorni saranno decisivi
La realtà, però, è che il contratto non è ancora arrivato alla fase conclusiva dei controlli.
Al momento il CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27 risulta ancora fermo nei passaggi preliminari presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, prima della trasmissione definitiva agli organi competenti.
Ecco perché i prossimi giorni saranno decisivi ma, se la situazione dovesse sbloccarsi rapidamente, luglio potrebbe ancora diventare il mese degli arretrati. In caso contrario, il rischio concreto è che tutto venga rinviato ulteriormente dopo l’estate, alimentando ancora di più il malcontento nel mondo della scuola.




