Più Soldi con l’Assegno Unico: le Nuove Regole che Favoriscono le Famiglie con Figli

L’Assegno Unico continua a sostenere milioni di famiglie italiane, ma nel 2026 emerge un fenomeno particolare: mentre diminuisce il numero dei figli beneficiari a causa del calo delle nascite, aumentano gli importi medi erogati. A favorire questa crescita sono sia gli adeguamenti all’inflazione sia le modifiche introdotte sul calcolo dell’ISEE, che consentono a molti nuclei familiari di ottenere somme più elevate rispetto agli anni precedenti.

Aumentano gli importi riconosciuti alle famiglie

I dati dell’Osservatorio Inps mostrano che l’importo medio dell’Assegno Unico è passato da circa 150 euro per figlio nel 2022 a 174 euro nel 2025.

Da gennaio 2026 è inoltre scattato un ulteriore adeguamento all’inflazione pari all’1,4%, che si aggiunge agli incrementi già applicati negli anni precedenti. Restano inoltre in vigore le maggiorazioni introdotte dal Governo, tra cui l’aumento del 50% per il primo anno di vita del figlio e quello riconosciuto fino ai tre anni di età nei nuclei con almeno tre figli e Isee inferiore a 40 mila euro.

La riforma ISEE fa crescere l’assegno

Una delle novità più importanti riguarda le modifiche al calcolo dell’Isee introdotte dalla Manovra 2026.

Le nuove regole hanno aumentato la franchigia sulla prima casa di proprietà e modificato la scala di equivalenza a favore delle famiglie con due o più figli. I primi effetti sono già visibili nei dati del primo trimestre dell’anno.

Le famiglie con almeno due figli hanno registrato un incremento medio dell’assegno dell’1,3%, mentre per i nuclei con un solo figlio non si rilevano variazioni significative.

Sud favorito e nuovi beneficiari in arrivo

L’aumento degli importi è stato più evidente nel Mezzogiorno, dove l’assegno medio ha raggiunto circa 190 euro mensili per figlio, in crescita dell’1,2% rispetto al 2025. Nel Centro-Nord, invece, l’importo medio si attesta intorno a 170 euro con aumenti inferiori all’1%.

Nei prossimi mesi la platea potrebbe inoltre ampliarsi grazie alle modifiche introdotte dal decreto Pnrr. È stato infatti eliminato il requisito della residenza biennale in Italia e sarà possibile ottenere l’assegno anche per figli fiscalmente a carico residenti in un altro Paese dell’Unione Europea.

Secondo le stime, queste novità potrebbero consentire l’ingresso di circa 50 mila nuovi beneficiari. Un’opportunità in più per molte famiglie che finora erano rimaste escluse dal sostegno economico.