Dopo settimane di attesa, arriva finalmente la svolta sul CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027.
Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto sottoscritta il 1° aprile 2026 da ARAN e sindacati.
Si tratta del passaggio politico che mancava e che consente ora al contratto di proseguire verso la fase finale dei controlli.
Dopo il via libera di Palazzo Chigi, il testo passa infatti alla Corte dei Conti per la registrazione definitiva.
Per oltre un milione di lavoratori tra docenti e personale ATA, la lunga attesa entra finalmente nel rettilineo finale.
Aumenti medi del 5,39% e bonus ATA una tantum
Il rinnovo contrattuale prevede un incremento retributivo medio del 5,39%.
Nel dettaglio:
- 5,15% destinato alla rivalutazione della retribuzione tabellare
- 0,23% destinato alla rivalutazione delle indennità fisse accessorie
Per il personale ATA è inoltre previsto un bonus una tantum di 110 euro, destinato al personale:
- a tempo indeterminato
- con contratto annuale
- oppure fino al termine delle attività didattiche
in servizio nell’anno scolastico 2025/2026.
L’una tantum sarà erogata nel 2027.
Arretrati possibili a luglio con un secondo cedolino
La notizia più attesa riguarda però i tempi di pagamento.
Se la Corte dei Conti completerà rapidamente i controlli, gli arretrati contrattuali potrebbero essere pagati già a fine luglio 2026.
L’ipotesi tecnicamente più probabile non è però l’inserimento nel cedolino ordinario, bensì un secondo cedolino NoiPA, tramite emissione speciale o urgente.
È una procedura già utilizzata in passato per liquidare rapidamente:
- arretrati contrattuali
- conguagli
- partite accessorie straordinarie
In questo scenario, docenti e ATA potrebbero ricevere a luglio un pagamento separato dedicato esclusivamente agli arretrati maturati.
Gli adeguamenti dello stipendio mensile slitterebbero ad agosto
Diverso il discorso per l’adeguamento dello stipendio ordinario.
L’inserimento dei nuovi importi tabellari nelle partite fisse di stipendio richiede infatti tempi tecnici più lunghi rispetto al semplice pagamento degli arretrati.
Per questo motivo, lo scenario più realistico è il seguente:
- luglio 2026: pagamento arretrati con secondo cedolino
- agosto 2026: aggiornamento dello stipendio mensile ordinario
In pratica, i lavoratori potrebbero vedere prima il pagamento delle differenze arretrate e solo successivamente il nuovo stipendio pienamente aggiornato.
Dal punto di vista tecnico, questa appare al momento l’ipotesi più coerente con le tempistiche di elaborazione di NoiPA.
I prossimi 15-20 giorni saranno decisivi
Adesso tutto dipende dai tempi della magistratura contabile.
Se la registrazione del contratto arriverà rapidamente, i margini per il pagamento a luglio restano concreti.
I prossimi 15-20 giorni saranno quindi decisivi per capire se il comparto scuola riuscirà finalmente a vedere in busta paga gli effetti del rinnovo contrattuale prima della pausa estiva.
Dopo mesi di silenzi, rinvii e polemiche, la sensazione è che la partita sia entrata nella fase decisiva.
Per docenti e ATA la domanda non è più se arriveranno gli aumenti, ma quando saranno materialmente accreditati.




