Aumenti in Busta Paga a Giugno per Tutti i Lavoratori: i Sindacati puntano al “Modello Metalmeccanici”

Aumenti salariali automatici ogni anno per recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi vent’anni. È questo uno degli obiettivi più importanti contenuti nella proposta di Accordo quadro che Cgil, Cisl e Uil hanno inviato alle associazioni datoriali per aggiornare il sistema della contrattazione collettiva nel settore privato.

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L’idea è quella di estendere a tutti i comparti un meccanismo simile a quello già applicato da anni nel contratto dei metalmeccanici industria, dove esiste una clausola di garanzia che tutela i salari dall’inflazione.

Il modello dei metalmeccanici come riferimento

Nel CCNL Metalmeccanici Industria i minimi salariali vengono adeguati ogni anno sulla base dell’IPCA NEI, l’indice dei prezzi al consumo al netto dei beni energetici importati elaborato dall’Istat.

L’aggiornamento scatta automaticamente quando gli aumenti concordati con il rinnovo contrattuale non risultano superiori alla variazione dell’inflazione registrata nell’anno precedente.

Questo sistema ha consentito alle “tute blu” di mantenere una protezione costante del salario reale anche durante le fasi di forte crescita dei prezzi.

Verifica annuale a giugno per tutti i settori privati

La proposta unitaria dei sindacati prevede che i contratti collettivi nazionali introducano una verifica annuale della parte economica nel mese di giugno.

L’adeguamento dovrebbe essere collegato all’IPCA NEI e continuare ad operare anche in caso di ritardo nel rinnovo del contratto, attraverso il meccanismo dell’ultrattività.

In questo modo milioni di lavoratori del settore privato potrebbero beneficiare di aumenti periodici senza dover attendere necessariamente la firma di un nuovo contratto nazionale.

L’obiettivo: recuperare il potere d’acquisto perso

Per Cgil, Cisl e Uil il nuovo modello rappresenta uno strumento per contrastare l’erosione degli stipendi causata dall’inflazione.

L’obiettivo è garantire una crescita salariale più costante e generalizzata, evitando che i lavoratori perdano capacità di spesa nei periodi in cui i rinnovi contrattuali arrivano in ritardo.

La proposta punta quindi a rendere strutturale un meccanismo già sperimentato nel settore metalmeccanico, con l’obiettivo di assicurare aumenti annuali a tutti i dipendenti del comparto privato e recuperare almeno una parte del terreno perso sul potere d’acquisto nel corso degli ultimi vent’anni. Ora la “palla” passa alle organizzazioni che rappresentano le imprese (Confindustria in testa) che dovranno dare una risposta nelle prossime settimane.