Caldo Estremo, INPS prepara la Circolare: Chiusure Aziendali e Cassa Integrazione

Inps

L’ondata di caldo eccezionale che sta interessando l’Italia e che, secondo le previsioni meteorologiche, continuerà anche nei prossimi giorni, riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Proprio per questo motivo l’Inps si prepara a pubblicare, anche per il 2026, una circolare riepilogativa destinata a richiamare le regole e gli strumenti già utilizzati negli ultimi anni per consentire alle aziende di gestire sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa causate dal caldo estremo.

L’obiettivo è duplice: garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e, allo stesso tempo, permettere alle imprese di accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa quando le condizioni climatiche impediscono il regolare svolgimento delle attività.

Cassa Integrazione in caso di ordinanze e stop imposti dalle autorità

Come già chiarito dall’Inps nel messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025, le aziende possono richiedere l’integrazione salariale quando la sospensione o la riduzione dell’attività deriva da ordinanze emanate da Regioni o Comuni.

In questi casi la causale da utilizzare è quella relativa alla “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori”. Nella relazione tecnica sarà sufficiente indicare gli estremi dell’ordinanza senza allegarla.

L’ammortizzatore sociale può essere riconosciuto per i periodi e nelle fasce orarie indicate nei provvedimenti delle autorità locali, tenendo conto delle effettive limitazioni previste.

Temperature elevate e lavoro impossibile anche senza ordinanze

Le tutele non si applicano soltanto in presenza di specifiche ordinanze. Le aziende possono infatti ricorrere alla Cassa Integrazione anche quando il caldo rende impossibile o particolarmente rischioso lo svolgimento delle attività lavorative.

In questo caso la causale da indicare è “evento meteo” per “temperature elevate”. Generalmente il riferimento è rappresentato da temperature superiori a 35 gradi centigradi, ma l’Inps riconosce la possibilità di valutare anche la cosiddetta temperatura percepita.

Rientrano infatti tra gli elementi da considerare l’elevato tasso di umidità, l’esposizione diretta al sole, l’utilizzo di dispositivi di protezione particolarmente pesanti oppure la presenza di macchinari che generano ulteriore calore negli ambienti di lavoro.

Per questo motivo le aziende, in collaborazione con RSPP e medico competente, devono monitorare le condizioni climatiche e le previsioni disponibili sul portale Worklimate.

Procedure semplificate per imprese e lavoratori

Anche per il 2026 dovrebbero essere confermate le procedure semplificate previste per gli eventi oggettivamente non evitabili.

Tra le principali agevolazioni figura l’assenza del requisito dei 30 giorni di anzianità lavorativa nell’unità produttiva interessata, del singolo lavoratore interessato. Inoltre le aziende non sono tenute al pagamento del contributo addizionale normalmente previsto per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Resta inoltre più ampio il termine per la presentazione delle domande, fissato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento, mentre l’informativa sindacale può essere trasmessa anche dopo l’avvio della sospensione o della riduzione dell’attività.

Le misure straordinarie introdotte nel 2025

Lo scorso anno il legislatore era intervenuto ulteriormente con il decreto sulle crisi industriali, introducendo deroghe specifiche per le sospensioni legate a eventi oggettivamente non evitabili.

Tra luglio e dicembre 2025 era stato infatti sospeso il limite delle 52 settimane di utilizzo della Cassa Integrazione nel biennio mobile per diversi settori, compresi edilizia, lapideo e attività di scavo. Inoltre era stato escluso il pagamento del contributo addizionale normalmente dovuto dalle imprese.

La nuova circolare Inps attesa nelle prossime settimane dovrebbe quindi confermare e riepilogare il quadro delle tutele disponibili anche per l’estate 2026, fornendo alle aziende indicazioni operative per affrontare le giornate di caldo estremo che stanno interessando gran parte della Penisola.