Dal 1° luglio 2026 cambia il sistema di adesione alla previdenza complementare per i nuovi assunti. La novità riguarda anche i lavoratori metalmeccanici e introduce il meccanismo del silenzio-assenso, che prevede il trasferimento automatico del Tfr maturando a un fondo pensione qualora il dipendente non esprima una scelta entro 60 giorni dall’assunzione. La novità non interessa solo i giovani: i neo assunti possono essere anche i lavoratori più in avanti con l’età che cambiano datore di lavoro nel secondo semestre 2026.
Le due scelte possibili per il Tfr
Al momento dell’assunzione il lavoratore dovrà scegliere se conferire il Tfr alla previdenza complementare oppure lasciarlo in azienda, o al Fondo Tesoreria Inps (questo caso riguarda soltanto i lavoratori dipendenti di aziende private con almeno 50 addetti).
La scelta di mantenere il Tfr fuori dai fondi pensione non è definitiva e potrà essere modificata in un secondo momento. Diversamente, chi deciderà di aderire fin da subito alla previdenza complementare inizierà a versare il Tfr secondo le regole previste dal fondo di appartenenza.
Il nuovo sistema punta soprattutto a contrastare il fenomeno dell’inerzia decisionale che negli anni ha limitato la diffusione della previdenza integrativa tra i lavoratori. Tra i metalmeccanici sono più di 600mila i lavoratori aderenti ai vari fondi.
Un Modulo dovrà essere consegnato ai metalmeccanici
La procedura sarà gestita attraverso un modulo predisposto da Mefop e destinato a diventare il modello ufficiale che le aziende dovranno consegnare ai lavoratori. Il documento recepisce le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026 e disciplina le modalità con cui il neoassunto potrà decidere la destinazione del proprio trattamento di fine rapporto.
I quattro fondi pensione di riferimento
Per i lavoratori metalmeccanici i fondi pensione di riferimento cambiano in base al contratto collettivo applicato dall’azienda.
Per i dipendenti dell’industria metalmeccanica il fondo negoziale è Cometa, questo è certamente il fondo “più affollato” con oltre di 520mila adesioni. Nelle piccole e medie imprese industriali aderenti ai contratti di settore il riferimento è invece Fondapi.
I lavoratori occupati nelle cooperative metalmeccaniche fanno riferimento a Cooperlavoro, mentre per i dipendenti delle aziende artigiane e di molte imprese commerciali il fondo di categoria è Fonte.
Saranno questi i principali fondi interessati dall’applicazione del nuovo meccanismo.
Cosa succede se non viene effettuata alcuna scelta
Se entro 60 giorni il lavoratore non comunica alcuna decisione, scatterà automaticamente l’iscrizione al fondo pensione previsto dal contratto applicato in azienda.
In questo caso non verrà destinato soltanto il Tfr. Al fondo confluiranno anche i contributi previsti dalla contrattazione collettiva a carico del lavoratore e del datore di lavoro.
Proprio per questo motivo la fase informativa assume un ruolo centrale. Comprendere il funzionamento di Cometa, Fondapi, Cooperlavoro e Fonte diventa infatti essenziale per effettuare una scelta consapevole e costruire nel tempo una pensione integrativa che possa affiancare l’assegno pubblico.




