Colf e Badanti, il 29 Giugno è Festivo? Ecco Chi Ha Diritto alla Giornata Pagata Senza Lavorare

Colf

Il 29 giugno si celebra la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo. Per colf e badanti questa data non rappresenta una festività valida su tutto il territorio nazionale, ma può diventarlo nei comuni in cui i due santi sono patroni della città.

Il Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico prevede infatti, oltre alle festività riconosciute dalla legge, anche la festività del Santo Patrono del luogo in cui viene svolta l’attività lavorativa. Per questo motivo il diritto alla giornata festiva dipende dal comune in cui il lavoratore presta servizio.

I comuni dove il 29 giugno è festivo

Il caso più noto è quello di Roma, dove i Santi Pietro e Paolo sono i patroni della città. Ma il 29 giugno è festa patronale anche in altri comuni italiani, tra cui:

Ardea, Crognaleto, Lamezia Terme, Petronà, Grimaldi, Savelli, Pedivigliano, Agropoli, Montecorvino Rovella, Melizzano, Torraca, Sasso Marconi, Anzola dell’Emilia, San Pietro in Casale, Ostellato, Castello d’Argile, Pontenure, Campegine, Fontanelice, Staranzano, Gradisca d’Isonzo, Majano, Tarvisio, San Pietro al Natisone, San Pier d’Isonzo, Bicinicco, Travesio, Villesse, Visco, Brinzio, Lonate Ceppino, Agordo, Anfo, Agliana, Aprica, Arese, Argentera, Arluno, Assemini, Aurigo, Avegno, Carloforte, Cetara e Villasimius.  

Le colf e le badanti che prestano servizio in questi comuni hanno quindi diritto alla festività prevista dal contratto collettivo.

Cosa spetta se non si lavora

Quando il 29 giugno coincide con la festività del Santo Patrono del comune in cui si svolge il lavoro, il dipendente domestico non presta servizio e conserva il diritto alla normale retribuzione della giornata.

La festività è quindi retribuita e non comporta recuperi di ore né riduzioni dello stipendio.

Chi lavora ha diritto alla maggiorazione

Se, invece, la colf o la badante svolge regolarmente la propria attività durante la festività del Santo Patrono, il CCNL riconosce un trattamento economico più favorevole.

Per le ore lavorate nella giornata festiva spetta infatti la retribuzione prevista dal contratto, maggiorata del 60 per cento rispetto alla normale paga oraria.

Di conseguenza, per i lavoratori domestici impiegati nei comuni in cui i Santi Pietro e Paolo sono patroni, il 29 giugno produce effetti concreti anche in busta paga, sia nel caso di riposo sia nel caso di prestazione lavorativa.