NASpI: ai Supplenti Scuola Conviene Rinunciare al Bonus 100 Euro? Come Evitare Debiti nel 730

Tra i lavoratori che dal 1° luglio 2026 inizieranno a percepire la NASpI, soprattutto molti supplenti della scuola con contratto scaduto al 30 giugno, torna d’attualità una questione fiscale spesso sottovalutata: il Trattamento Integrativo da 100 euro mensili, noto ancora da molti come ex Bonus Renzi.

Chi percepisce la NASpI rischia di dover restituire i 100 euro

Si tratta di una somma che viene spesso erogata automaticamente anche ai percettori di NASpI, ma che in alcuni casi può trasformarsi in una spiacevole sorpresa fiscale.

Il motivo è semplice: chi riceve questi importi senza averne pieno diritto rischia di doverli restituire in sede di dichiarazione dei redditi, attraverso il modello 730 o Redditi PF.

Per questo motivo, in molti casi può essere conveniente valutare la rinuncia preventiva.

Cos’è il Trattamento Integrativo da 100 euro

Il Trattamento Integrativo è stato introdotto dal Decreto Legge n. 3/2020 in sostituzione del vecchio Bonus Renzi.

L’agevolazione prevede, in linea generale:

  • 100 euro mensili (fino a 1.200 euro annui) per redditi fino a 15.000 euro;
  • riconoscimento parziale o subordinato a specifici calcoli per redditi tra 15.001 e 28.000 euro.

Poiché fiscalmente la NASpI è assimilata al reddito da lavoro dipendente, anche l’INPS può erogare il trattamento integrativo durante i mesi di disoccupazione.

Il problema, però, è che l’INPS calcola il bonus considerando quasi esclusivamente la prestazione erogata, senza avere sempre una visione completa di tutti gli altri redditi percepiti nell’anno.

Perché molti devono restituirlo nel 730

Il rischio di restituzione riguarda soprattutto chi, nel corso dello stesso anno, ha percepito anche altri redditi imponibili.

Ad esempio:

  • stipendio da lavoro dipendente nei primi mesi dell’anno;
  • compensi da lavoro autonomo o occasionale;
  • pensioni o altri redditi imponibili;
  • nuova occupazione dopo alcuni mesi di NASpI.

Nel momento del conguaglio fiscale, il reddito complessivo annuo viene ricalcolato.

Se il contribuente supera le soglie previste o non possiede le detrazioni necessarie, il bonus ricevuto potrebbe risultare:

  • non spettante del tutto;
  • spettante solo in parte.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate recupera gli importi nel 730.

Per alcuni contribuenti la restituzione può arrivare facilmente a 300, 500 o persino oltre 1.000 euro.

Come rinunciare online ai 100 euro

L’INPS consente ai beneficiari NASpI di rinunciare preventivamente al Trattamento Integrativo.

La procedura è interamente online.

Passaggi da seguire

  1. Accedere a INPS Online con:
    • SPID;
    • CIE;
    • CNS.
  2. Cercare il servizio NASpI.
  3. Aprire la domanda attiva.
  4. Selezionare l’opzione “Rinuncia al Trattamento Integrativo”.
  5. Confermare la scelta.

Dopo la rinuncia, i 100 euro non verranno più anticipati nei pagamenti mensili della NASpI.

È inoltre possibile verificare l’erogazione nel Fascicolo previdenziale del cittadino, alla voce Pagamenti.

Conviene sempre rinunciare?

La risposta è: dipende.

La rinuncia è generalmente consigliabile per chi:

  • ha lavorato diversi mesi nell’anno solare prima della NASpI;
  • prevede di tornare al lavoro entro fine anno;
  • ha altri redditi imponibili;
  • vuole evitare conguagli a debito nel 730.

Potrebbe invece convenire non rinunciare a chi:

  • non ha altri redditi oltre la NASpI;
  • avrà un reddito annuo basso;
  • rientra con certezza nei limiti di spettanza.

Per i supplenti della scuola, il rischio di restituzione è abbastanza frequente.

Chi ha lavorato da settembre a giugno, percependo quasi un anno di stipendio, e poi incassa anche NASpI con bonus integrativo, spesso supera i limiti utili per mantenere interamente i 100 euro.

Tabella riepilogativa