Dopo la conclusione delle operazioni di mobilità per il personale ATA 2026/27, il quadro delle disponibilità restituisce numeri particolarmente significativi.
Secondo le prime elaborazioni sui trasferimenti appena conclusi, nelle scuole italiane restano infatti quasi 35 mila posti ancora liberi, una parte dei quali potrà essere utilizzata per le prossime immissioni in ruolo, mentre una quota consistente dovrebbe finire inevitabilmente alle supplenze annuali.
Si tratta di dati che iniziano già a delineare il quadro delle assunzioni e delle future convocazioni del personale amministrativo, tecnico e ausiliario in vista di settembre.
Quanti posti disponibili dopo i trasferimenti
Le operazioni di mobilità rappresentano ogni anno il primo passaggio utile per capire il numero effettivo di posti vacanti nelle scuole dopo trasferimenti provinciali, interprovinciali e passaggi di profilo.
Per il 2026/27, una volta conclusi questi movimenti, il numero dei posti residui si avvicina a quota 35 mila unità, distribuite tra i diversi profili ATA presenti nelle istituzioni scolastiche italiane.
Tra i profili maggiormente interessati continuano a figurare collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici.
Non tutti i posti andranno alle assunzioni
Il dato complessivo dei posti vacanti non coincide automaticamente con il numero delle immissioni in ruolo autorizzate.
Come accade ogni anno, sarà infatti necessario attendere il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà autorizzare il contingente effettivo di assunzioni a tempo indeterminato per il personale ATA 2026/27.
Solo dopo questo passaggio il Ministero dell’Istruzione potrà comunicare quanti posti saranno realmente destinati alle nomine in ruolo.
Circa 26 mila posti alle supplenze
Secondo le prime stime, una parte rilevante delle disponibilità residue non sarà coperta con assunzioni a tempo indeterminato.
Si ipotizza infatti che circa 26 mila posti possano essere assegnati attraverso supplenze annuali, con contratti fino al 31 agosto oppure fino al termine delle attività scolastiche.
Questo scenario potrebbe aprire opportunità importanti soprattutto per il personale inserito nelle graduatorie permanenti ATA 24 mesi e nelle graduatorie di istituto utilizzate per le convocazioni.




