Premi agli Statali: Nuovo Bonus Annuale e Soldi Solo al 30% dei Dipendenti

Con il via libera definitivo del Senato, la riforma della Pubblica amministrazione dedicata al merito diventa realtà e introduce un nuovo sistema di premi, valutazioni e percorsi di carriera per i dipendenti pubblici.

Il provvedimento, fortemente voluto dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, punta a superare il sistema che negli ultimi anni aveva finito per assegnare i giudizi migliori a quasi tutti i lavoratori, rendendo di fatto poco selettivi i premi economici.

L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare chi ottiene risultati migliori, limitando l’attribuzione delle valutazioni massime e creando nuove opportunità di crescita professionale anche senza il tradizionale concorso pubblico.

Premio agli Statali, punteggi massimi solo al 30% dei dipendenti

La novità più rilevante riguarda proprio il sistema di valutazione. La riforma stabilisce che in ogni ufficio i punteggi più elevati potranno essere assegnati ad un numero limitato di lavoratori.

In particolare, le valutazioni apicali non potranno superare il 30% dei dipendenti appartenenti alla stessa categoria o qualifica. Si tratta di una svolta rispetto alla situazione fotografata dalla Corte dei conti, che nel 2024 aveva evidenziato come nei ministeri oltre il 90% del personale fosse stato giudicato eccellente.

L’intento è rendere realmente selettivi i sistemi premianti, collegando il riconoscimento economico ai risultati effettivamente raggiunti.

Bonus eccellenze riservato a una platea ancora più ristretta

La riforma introduce anche il cosiddetto bonus annuale delle eccellenze. Ogni amministrazione potrà prevederlo, ma soltanto per una parte molto limitata del personale.

Il bonus potrà essere attribuito ad un massimo del 20% dei dipendenti che avranno già ottenuto la valutazione più alta. Tradotto in termini pratici, il premio speciale potrà arrivare a non più del 6% dell’intero personale valutato.

L’obiettivo è distinguere i risultati davvero eccezionali dalle normali prestazioni lavorative.

Nuova carriera verso la dirigenza senza concorso

La riforma modifica anche i percorsi di accesso alla dirigenza. I funzionari con almeno cinque anni di anzianità, oppure i dipendenti appartenenti alle elevate qualificazioni con almeno due anni di esperienza, potranno candidarsi ad un percorso di sviluppo professionale.

Dopo una selezione basata sui titoli, sarà necessario superare una prova scritta e un colloquio orale. Il primo incarico dirigenziale avrà durata massima di tre anni e potrà essere rinnovato una sola volta.

Solo dopo almeno quattro anni di valutazioni positive sarà possibile entrare stabilmente nel ruolo della dirigenza, con verifiche affidate a commissioni composte da dirigenti interni, esperti esterni e rappresentanti di altre amministrazioni.