Per mesi la questione è stata oggetto di interpretazioni contrastanti. Molti consulenti del lavoro in tutta Italia, infatti, hanno ritenuto che la detassazione del 15% prevista dalla legge di Bilancio 2026 sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali non dovesse applicarsi alle giornate di ferie. Di conseguenza, in numerose buste paga elaborate nei primi mesi dell’anno, gli incrementi salariali relativi ai periodi di ferie sono stati tassati con le aliquote ordinarie.
Il chiarimento ufficiale è arrivato soltanto il 24 giugno 2026, quando l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 3/E, contenente una serie di FAQ dedicate ai dubbi interpretativi emersi dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina fiscale.
L’Agenzia conferma: la detassazione spetta anche durante le ferie
Nella risposta dedicata alle ferie, alla gratifica feriale e alla festività soppressa del 4 novembre, l’Agenzia delle Entrate afferma che, durante il periodo di ferie, il lavoratore continua a percepire la normale retribuzione e, di conseguenza, l’imposta sostitutiva del 15% si applica anche agli incrementi retributivi riferiti ai giorni di ferie.
Lo stesso principio vale anche per i permessi retribuiti previsti dai contratti collettivi, come i ROL e i PAR, nonché per la gratifica feriale eventualmente prevista dal CCNL e per il trattamento economico riconosciuto in occasione della festività soppressa del 4 novembre.
Possibili correzioni nelle prossime buste paga
Il chiarimento è particolarmente rilevante perché arriva dopo diversi mesi di applicazione della norma. In assenza di un’indicazione ufficiale, molti operatori hanno scelto un’interpretazione più restrittiva, escludendo le ferie dall’ambito della detassazione.
Per questo motivo non è escluso che numerosi datori di lavoro debbano procedere a ricalcoli e conguagli nelle prossime elaborazioni delle buste paga, restituendo ai lavoratori l’eventuale maggiore imposta trattenuta sugli aumenti retributivi riferiti ai giorni di ferie.
Controllare le buste paga se si sono fatte ferie entro giugno
Alla luce del chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, è consigliabile che i lavoratori che hanno fruito di ferie tra gennaio e giugno 2026 verifichino attentamente le proprie buste paga.
In particolare, conviene controllare se sugli aumenti salariali riconosciuti dal rinnovo del contratto collettivo sia stata effettivamente applicata l’imposta sostitutiva del 15% anche nei giorni di ferie. Qualora ciò non sia avvenuto, il datore di lavoro potrebbe deve effettuare un conguaglio nelle mensilità successive per adeguarsi all’interpretazione ufficiale fornita dall’Amministrazione finanziaria.




