Chi percepisce l’assegno mensile di invalidità, usufruisce della Legge 104 o riceve l’indennità di accompagnamento non è necessariamente destinato a sottoporsi per tutta la vita alle revisioni sanitarie dell’INPS. La normativa prevede infatti alcuni casi nei quali i controlli periodici possono cessare definitivamente.
Si tratta di una possibilità poco conosciuta, ma molto importante per le persone affette da patologie irreversibili o destinate a peggiorare nel tempo.
Quando la revisione non è più prevista
La revisione sanitaria serve a verificare se permangono i requisiti che hanno dato diritto alle prestazioni assistenziali. Tuttavia, quando la patologia non può migliorare, il legislatore ha previsto che il cittadino non debba essere richiamato inutilmente a nuove visite.
L’esonero riguarda, in particolare, le persone affette da patologie irreversibili, stabilizzate o ingravescenti, per le quali non è ragionevole attendersi un recupero delle capacità funzionali.
Tra gli esempi rientrano condizioni come la paralisi completa, la cecità assoluta, la sordità totale e numerose altre gravi patologie, comprese alcune forme tumorali in fase avanzata, quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa e dalla valutazione medico-legale.
Come verificare se si è esonerati
Per sapere se l’INPS potrà convocare nuovamente il beneficiario è sufficiente controllare il verbale sanitario.
Nella parte dedicata alla revisione è indicata la data del successivo controllo oppure compare la dicitura che esclude la revisione. Se nel verbale è riportato che la revisione non è prevista, significa che il riconoscimento è stato considerato definitivo sotto il profilo sanitario.
In questi casi non dovrebbero arrivare convocazioni per nuovi accertamenti periodici legati alla stessa valutazione.
Se la revisione è ancora prevista
Chi invece ha una data di revisione deve continuare a prestare attenzione alle comunicazioni dell’INPS.
Le convocazioni e le richieste di integrazione documentale non vanno ignorate, perché una mancata risposta può comportare la sospensione dell’iter di verifica e avere conseguenze sulle prestazioni economiche.
Prima della revisione è opportuno predisporre tutta la documentazione sanitaria più aggiornata, con certificati e referti che dimostrino non solo la permanenza della patologia, ma anche il suo impatto concreto sulla vita quotidiana e sull’autonomia della persona.
La riforma rende ancora più importante la documentazione
Con la riforma dell’accertamento della disabilità assume un ruolo sempre più centrale la valutazione delle limitazioni effettive che la condizione di salute produce nella vita della persona.
Per questo motivo è fondamentale conservare referti recenti e completi, in grado di documentare sia l’evoluzione della malattia sia le difficoltà che essa continua a determinare.
Per chi rientra nelle condizioni di irreversibilità, invece, verificare che il verbale riporti l’assenza della revisione significa poter evitare, in futuro, controlli sanitari periodici non più necessari.




