Caldo Estremo, Dichiarate 16 Ore di Sciopero “Mobile”: Coinvolti Anche i Metalmeccanici

Lo stato di agitazione si trasforma anche in una proclamazione di 16 ore di sciopero “mobile”. È quanto deciso da USB Lavoro Privato, che ha avviato la mobilitazione in tutti i settori del lavoro privato per chiedere maggiori tutele contro gli effetti delle alte temperature. La protesta riguarda anche i metalmeccanici e non prevede una data unica nazionale: le ore di sciopero saranno infatti proclamate territorio per territorio e azienda per azienda, nei casi in cui non vengano adottate adeguate misure di prevenzione.

L’obiettivo dichiarato è garantire l’integrità psicofisica dei lavoratori durante l’emergenza caldo.

Perché è stato proclamato lo sciopero

Secondo USB, le temperature eccezionalmente elevate stanno aggravando i rischi per la salute dei lavoratori, soprattutto nei comparti in cui l’attività si svolge all’aperto o in ambienti particolarmente caldi, come cantieri, logistica, manifattura e numerosi capannoni e officine delle aziende metalmeccaniche.

Il sindacato denuncia che in molte realtà produttive non vengono ancora applicate in maniera efficace le misure previste dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con il risultato che il caldo sta provocando numerosi malori e, nei casi più gravi, anche decessi.

Per questo motivo è stato proclamato uno stato di agitazione accompagnato da un pacchetto di 16 ore di sciopero, che potrà essere utilizzato dalle strutture territoriali e aziendali nelle situazioni in cui le imprese non garantiscano adeguate condizioni di sicurezza.

Le richieste rivolte alle aziende

USB invita le associazioni datoriali e le imprese ad adottare immediatamente tutte le misure necessarie per ridurre il rischio da stress termico.

Tra le richieste figurano l’aumento delle pause retribuite durante l’orario di lavoro, la disponibilità continua di acqua potabile, il potenziamento degli impianti di raffrescamento nei luoghi di lavoro, l’aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi (DVR e DUVRI), la verifica dell’idoneità dei dispositivi di protezione individuale e l’adozione di una sorveglianza sanitaria rafforzata, con particolare attenzione ai lavoratori più fragili.

Il sindacato chiede inoltre di evitare lo svolgimento di attività all’aperto prive di adeguate protezioni e di attivare tavoli permanenti di confronto con RSU e RLS per monitorare l’evoluzione delle condizioni climatiche.

USB sollecita infine le aziende che ricorrono agli ammortizzatori sociali, come la Cassa integrazione ordinaria (CIGO), a integrare le retribuzioni dei lavoratori sospesi, così da limitare la perdita di reddito.

Il richiamo alla Legge 146 e alla sicurezza sul lavoro

Nel documento viene richiamata anche la Legge 146/1990, precisando che, nelle aziende interessate dalla disciplina sugli scioperi nei servizi essenziali, in presenza di gravi e motivati rischi per la salute, i lavoratori possono astenersi dalla prestazione lavorativa qualora il datore di lavoro non adotti tutte le misure necessarie a prevenire rischi per la loro incolumità psicofisica.

USB sottolinea inoltre che la tutela della salute trova fondamento nella Costituzione e nel D.Lgs. 81/2008, ribadendo che la sicurezza deve avere priorità rispetto alla continuità produttiva durante le ondate di caldo estremo.