Le procedure per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2026/2027 sono già partite in alcune regioni, nonostante non sia stato ancora pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze con il contingente autorizzato. Uffici scolastici come Lombardia, Lazio e Piemonte hanno infatti deciso di anticipare la fase 1, consentendo ai candidati convocati di compilare l’istanza per la scelta della provincia.
Si tratta di una scelta organizzativa adottata soprattutto nelle regioni con il maggior numero di aspiranti, così da ridurre i tempi una volta arrivata l’autorizzazione definitiva.
La convocazione riguarda solo una parte degli aspiranti
La pubblicazione dei primi avvisi non significa che tutti gli aspiranti siano già stati coinvolti. Le convocazioni della fase 1 avvengono infatti per turni e interessano inizialmente solo una parte dei candidati presenti nelle graduatorie.
Chi non è stato convocato in questa prima finestra non deve considerarsi escluso. I successivi scorrimenti, determinati da rinunce o dalla disponibilità di ulteriori posti, potranno infatti consentire nuove convocazioni nelle settimane successive.
Cosa accade se non si compila la domanda
Uno degli scenari possibili riguarda il candidato che, pur essendo convocato, decide di non presentare l’istanza di scelta della provincia.
In questo caso, se l’algoritmo arriverà alla sua posizione in graduatoria, la provincia verrà assegnata d’ufficio. Per questo motivo è generalmente consigliabile compilare comunque la domanda, indicando un ordine di preferenza delle province.
Diversa è invece la situazione di chi inserisce soltanto alcune province ed esclude le altre. È una possibilità consentita dalla procedura, ma comporta un rischio preciso: se, al momento dello scorrimento, non saranno disponibili posti nelle sole province indicate, il candidato verrà considerato rinunciatario per quella procedura e sarà escluso dalle immissioni in ruolo relative a quella graduatoria.
Esiste infine anche la possibilità di escludere tutte le province. In questo caso la rinuncia è espressa e il candidato manifesta la volontà di non partecipare alla procedura di assunzione.
Perché alcuni candidati potrebbero non ricevere alcuna provincia
Gli Uffici scolastici convocano normalmente un numero di candidati superiore ai posti disponibili. Lo fanno per gestire più rapidamente le eventuali rinunce senza dover riaprire continuamente nuove convocazioni.
Può quindi accadere che un aspirante compili regolarmente la fase 1 ma non riceva alcuna provincia. Questo non significa automaticamente esclusione: semplicemente l’algoritmo potrebbe non essere arrivato alla sua posizione.
La verifica potrà essere effettuata consultando il bollettino pubblicato dall’Ufficio scolastico regionale con gli esiti delle assegnazioni.
Cosa succede dopo la fase 1
Normalmente la finestra per la compilazione resta aperta soltanto 24-48 ore. Dopo una breve fase tecnica, gli Uffici scolastici pubblicano il bollettino con le province assegnate ai candidati e inviano contestualmente la comunicazione tramite e-mail e tramite l’app IO.
Quest’anno, però, la situazione presenta una particolarità. Pur essendo stata avviata la fase 1, la procedura non potrà proseguire con la fase 2 finché non verrà pubblicato il decreto del MEF che autorizza ufficialmente il contingente delle assunzioni.
Dal 16 luglio prenderà invece il via anche la procedura delle 150 preferenze per le supplenze. Chi avrà già ottenuto l’assegnazione della sede in ruolo potrebbe non aver più necessità di compilarla. Tutti gli altri, invece, farebbero bene a presentare comunque l’istanza, qualora entro l’apertura della procedura non abbiano ancora ricevuto l’assegnazione definitiva del ruolo.




