Molte famiglie pensano che perdere il lavoro significhi perdere automaticamente anche alcune maggiorazioni dell’Assegno Unico. In realtà non è sempre così. L’INPS ha chiarito un aspetto importante che riguarda i genitori disoccupati che percepiscono la NASpI, confermando che in alcuni casi il diritto all’importo aggiuntivo resta.
Vediamo quindi cosa cambia e chi può continuare a ricevere la maggiorazione.
Le maggiorazioni dell’Assegno Unico: quando spettano
L’Assegno Unico non prevede soltanto l’importo base riconosciuto per ogni figlio a carico. In presenza di specifici requisiti, infatti, le famiglie possono beneficiare di diverse maggiorazioni, che aumentano l’importo mensile spettante.
Tra queste c’è anche la maggiorazione riconosciuta ai nuclei in cui entrambi i genitori sono titolari di reddito.
Ma quando uno o entrambi perdono il lavoro e iniziano a percepire la NASpI, anche questa maggiorazione va persa? A chiarire definitivamente la questione è intervenuto direttamente l’INPS.
La NASpI è considerata reddito: la maggiorazione continua a spettare
A fugare ogni dubbio è stato un intervento dell’INPS pubblicato sui propri canali social, in risposta alla domanda di un utente che chiedeva chiarimenti proprio sulla compatibilità tra NASpI e maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori:

Tramite social, l’INPS ha quindi confermato che il bonus per il secondo percettore di reddito spetta anche quando uno dei due genitori, oppure entrambi, percepiscono l’indennità NASpI. Il motivo è semplice: la NASpI è considerata un reddito e, di conseguenza, soddisfa il requisito previsto per questa specifica maggiorazione dell’Assegno Unico.
Questo significa che il passaggio dalla retribuzione alla disoccupazione indennizzata non comporta automaticamente la perdita del beneficio.
Ciò vale per la NASpI, ma anche per la disoccupazione agricola o per la DIS-COLL. Pure in questi casi, infatti, si tratta di indennità che comportano un reddito per i titolari.
A quanto ammonta la maggiorazione
La maggiorazione per entrambi i genitori titolari di reddito varia in base all’ISEE del nucleo familiare.
Per il 2026 l’importo può arrivare fino a 34,90 euro al mese, con il valore massimo riconosciuto ai nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. L’importo si riduce progressivamente all’aumentare dell’ISEE fino ad azzerarsi oltre la soglia di 46.466,27 euro.
La maggiorazione spetta per tutta la durata della NASpI
Chi percepisce la NASpI può continuare a ricevere questa maggiorazione per tutto il periodo in cui beneficia dell’indennità di disoccupazione, purché siano rispettati gli altri requisiti previsti.
Se, terminata l’indennità, il genitore trova un nuovo lavoro, la maggiorazione continua comunque a spettare, perché resta soddisfatto il requisito della titolarità di un reddito. In pratica, il diritto all’importo aggiuntivo non viene meno semplicemente perché si passa da un reddito da lavoro alla NASpI e, successivamente, a un nuovo impiego.
Una buona notizia, per esempio, per i genitori che sono docenti precari con contratto scaduto il 30 giugno e che d’estate percepiscono la NASpI. Grazie a questo chiarimento, adesso sanno che anche a luglio e ad agosto possono continuare a beneficiare del bonus per il secondo percettore di reddito. Come detto, infatti, la NASpI è a tutti gli effetti un reddito rilevante ai fini di questa maggiorazione.




