Lavorare davanti a un computer per l’intera giornata può sembrare meno faticoso rispetto a un’attività manuale, ma restare seduti a lungo espone a rischi concreti per la salute. Una pubblicazione diffusa dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro richiama l’attenzione sulla postura seduta prolungata, particolarmente frequente tra impiegati privati, dipendenti pubblici, amministrativi, funzionari e, più in generale, lavoratori d’ufficio.
Il documento considera prolungata la permanenza in posizione seduta per almeno due ore consecutive oppure per oltre cinque ore complessive nella stessa giornata. Questa condizione comporta un basso consumo di energia e uno sforzo muscolare statico necessario a mantenere il corpo nella medesima posizione.
Quali lavoratori sono maggiormente esposti
Tra le figure indicate espressamente rientrano gli impiegati e coloro che lavorano da casa, spesso portati a proseguire l’attività senza interruzioni e in postazioni meno ergonomiche rispetto a quelle aziendali.
La pubblicazione cita anche gli addetti al servizio clienti, gli operatori dei call center, il personale delle sale di controllo e chi svolge attività nei laboratori. A questi si aggiungono autisti, piloti, gruisti, utilizzatori di macchine da cucire e addetti alle catene di montaggio, mansioni nelle quali il lavoratore può trascorrere molte ore seduto e con limitata possibilità di movimento.
Particolare attenzione deve essere riservata ai lavoratori più anziani e a quelli che soffrono già di patologie muscolo-scheletriche croniche.
I rischi della sedentarietà lavorativa
La postura seduta mantenuta troppo a lungo è associata a lombalgia e disturbi a schiena, collo e spalle. Il documento richiama inoltre possibili conseguenze più ampie, come obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale.
Il rischio non viene eliminato completamente dall’attività fisica svolta fuori dall’orario lavorativo. Per questo è importante interrompere direttamente durante la giornata i periodi prolungati trascorsi alla scrivania.
Alzarsi ogni 20 o 30 minuti
Le indicazioni riportate invitano a non trascorrere seduti più del 50% della giornata lavorativa e, comunque, a non superare complessivamente cinque ore al giorno.
È raccomandato alzarsi almeno ogni 20-30 minuti e fare almeno dieci minuti di movimento dopo due ore continuative in posizione seduta. La soluzione non consiste nel lavorare sempre in piedi, ma nell’alternare la sedia, la posizione eretta e brevi spostamenti.
Per uffici pubblici e privati, ciò significa organizzare diversamente le attività, utilizzare postazioni ergonomiche, collocare correttamente schermo e tastiera e permettere pause reali. Anche telefonate, riunioni brevi e consultazione di documenti possono diventare occasioni per alzarsi e cambiare postura.




