Entra in Busta Paga il Tempo di Vestizione: 10 Minuti Pagati nel 2026 e 15 dal 2027

Il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti delle lavanderie industriali introduce una novità destinata ad avere effetti concreti sulla busta paga e sull’organizzazione del lavoro. Per il personale addetto alle centrali di sterilizzazione viene infatti riconosciuto il tempo di vestizione, che sarà retribuito nella misura di 10 minuti al giorno già dal 2026 e salirà a 15 minuti giornalieri a partire da gennaio 2027.

Si tratta di una previsione tutt’altro che marginale. Il cosiddetto “tempo tuta” rappresenta infatti uno dei temi che più frequentemente hanno dato origine a vertenze tra lavoratori e datori di lavoro.

Cosa si intende per tempo di vestizione

Per tempo di vestizione si intende il periodo necessario per indossare e togliere gli indumenti da lavoro e i dispositivi di protezione individuale quando questi sono obbligatori per svolgere la prestazione.

Nelle centrali di sterilizzazione il personale deve rispettare procedure particolarmente rigorose sotto il profilo igienico-sanitario. La vestizione non costituisce quindi una semplice scelta del lavoratore, ma un’attività indispensabile per garantire la sicurezza dei processi e la corretta sterilizzazione dello strumentario chirurgico.

Cosa dice la legge

La normativa italiana non stabilisce un numero preciso di minuti da riconoscere per la vestizione. Il principio deriva invece dalla disciplina sull’orario di lavoro e soprattutto dall’elaborazione della giurisprudenza.

Negli anni la Corte di Cassazione ha affermato che il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa deve essere considerato orario di lavoro quando il lavoratore è obbligato a utilizzare determinati indumenti, deve effettuare la vestizione secondo precise disposizioni aziendali oppure all’interno dei locali del datore di lavoro e non può organizzare liberamente tale attività.

In queste situazioni il tempo impiegato non rappresenta una scelta personale, ma una prestazione funzionale all’attività lavorativa e, come tale, deve essere retribuito.

Diverso è invece il caso in cui il lavoratore possa arrivare già vestito da casa e gestire autonomamente tempi e modalità della vestizione: in tali ipotesi il riconoscimento economico non è automatico e dipende dalle specifiche circostanze del rapporto di lavoro.

Una materia che genera numerose vertenze

Proprio la difficoltà nel distinguere le diverse situazioni ha alimentato negli anni un elevato numero di controversie davanti ai tribunali.

Molti lavoratori hanno infatti richiesto il pagamento del tempo dedicato alla vestizione sostenendo che l’attività fosse imposta dall’organizzazione aziendale. In numerosi casi la giurisprudenza ha riconosciuto tale diritto, ma ogni controversia è stata valutata sulla base delle concrete modalità di svolgimento della prestazione.

Con il rinnovo contrattuale, le parti sociali hanno quindi scelto di disciplinare espressamente la materia per il personale delle centrali di sterilizzazione, riconoscendo un tempo retribuito di 10 minuti giornalieri, destinato a diventare 15 minuti dal gennaio 2027. Una soluzione che punta a ridurre le incertezze interpretative e, soprattutto, a limitare il contenzioso su un tema che da anni rappresenta uno dei principali motivi di conflitto nel settore.