Premio Aziendale, Importo Medio Sale a 1.815 Euro: Sempre Più Lavoratori Ricevono il Salario Variabile

I premi di produttività continuano a guadagnare terreno nelle imprese italiane. Le ultime rilevazioni del Ministero del Lavoro, aggiornate al 15 luglio 2026, mostrano un aumento sia dei lavoratori coinvolti sia del valore economico riconosciuto attraverso la contrattazione aziendale e territoriale.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’importo medio annuo, che ha raggiunto 1.815,43 euro per lavoratore. Si tratta di una cifra superiore di oltre 210 euro rispetto alla fine del 2025, segnale che un numero crescente di aziende sta utilizzando questi strumenti per premiare i risultati raggiunti e condividere parte della crescita con i dipendenti.

Complessivamente sono 4.241.031 i lavoratori del settore privato interessati dai premi di risultato, un bacino che continua ad ampliarsi grazie anche al trattamento fiscale particolarmente favorevole previsto dalla normativa vigente.

Tassazione ridotta e requisiti per accedere

I premi di produttività possono essere riconosciuti ai dipendenti del settore privato con contratto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, purché il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi gli 80.000 euro.

Il regime fiscale rappresenta uno degli elementi più attrattivi. La legislazione ha progressivamente ridotto l’imposizione su queste somme e oggi l’aliquota applicata è pari all’1%, entro il limite massimo di 5.000 euro lordi di premio. Una misura che rende decisamente più conveniente percepire una parte della retribuzione sotto forma di premio collegato ai risultati dell’impresa.

Oltre 15 mila accordi attivi

Alla metà di luglio risultano depositati e pienamente operativi 15.565 contratti di produttività. Di questi, 13.354 sono accordi aziendali, mentre 2.211 sono territoriali.

Gli obiettivi più frequentemente previsti riguardano l’incremento della produttività, seguito dalla redditività e dal miglioramento della qualità dei processi aziendali. In crescita anche gli accordi che introducono strumenti di welfare aziendale e quelli che valorizzano la partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa.

L’attenzione verso qualità e welfare continua infatti ad aumentare rispetto allo scorso anno, confermando come molte imprese affianchino al premio economico misure destinate a migliorare il benessere dei dipendenti.

L’importo medio di 1.815 euro cambia in base al tipo di accordo

Il valore medio nazionale del premio si attesta, come detto, a 1.815,43 euro, ma esistono differenze significative.

Negli accordi aziendali il premio medio raggiunge 1.923,47 euro, mentre nei contratti territoriali si ferma a 1.258,56 euro.

Dal punto di vista geografico, il Nord concentra il 72% degli accordi, davanti al Centro (17%) e al Sud (11%). Per settore economico prevalgono i servizi, che rappresentano circa il 65% dei contratti, seguiti dall’industria (34%) e dall’agricoltura (1%).

Anche le piccole imprese sono protagoniste: quasi un contratto su due riguarda aziende con meno di 50 dipendenti, dimostrando che i premi di produttività non sono più uno strumento riservato esclusivamente ai grandi gruppi industriali, ma una leva sempre più diffusa per valorizzare il lavoro e sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti.