Arrivano le Accise Mobili: Fino a 9,50 Euro di Risparmio per Chi Percorre 80 Km al Giorno

Con i prezzi dei carburanti tornati a correre e la benzina che in alcune aree del Paese ha superato quota 2,50 euro al litro, il Governo valuta un nuovo intervento per contenere i rincari. Sul tavolo non ci sarebbe un taglio generalizzato delle accise, come avvenuto nel 2022, ma l’attivazione del meccanismo delle cosiddette accise mobili.

Si tratta di uno strumento che consente di ridurre temporaneamente una parte delle accise utilizzando l’extra gettito IVA incassato dallo Stato quando aumentano i prezzi dei carburanti. In pratica, se il costo alla pompa cresce, cresce anche l’IVA riscossa su ogni litro venduto. Una quota di queste maggiori entrate può essere destinata a ridurre l’accisa, attenuando almeno in parte gli aumenti per automobilisti e lavoratori.

Quanto può risparmiare un lavoratore pendolare

Per comprendere l’effetto concreto della misura, basta prendere come esempio un lavoratore che percorre 80 chilometri al giorno tra andata e ritorno per raggiungere il posto di lavoro. Su una percorrenza mensile di circa 1.700 chilometri e un’auto che consuma mediamente un litro ogni 18 chilometri, il consumo si attesta intorno ai 95 litri al mese.

A questo punto il risparmio dipende dall’entità del taglio delle accise:

  • con uno sconto di 2 centesimi al litro, il beneficio sarebbe di circa 1,90 euro al mese;
  • con 5 centesimi al litro, il risparmio salirebbe a circa 4,75 euro mensili;
  • con un taglio di 10 centesimi al litro, il vantaggio raggiungerebbe 9,50 euro al mese.

Naturalmente si tratta di simulazioni: l’importo effettivo dipenderà dalla misura che il Governo deciderà eventualmente di adottare.

Non è un taglio permanente delle tasse

A differenza della riduzione delle accise introdotta nel 2022, il nuovo meccanismo avrebbe carattere variabile. Le accise, infatti, potrebbero diminuire quando il prezzo dei carburanti cresce in modo significativo e tornare ai livelli ordinari una volta terminata la fase di emergenza.

L’obiettivo non è quello di abbassare stabilmente il prezzo della benzina e del gasolio, ma di evitare che gli aumenti del petrolio si traducano automaticamente in maggiori incassi fiscali per lo Stato senza alcun beneficio per cittadini e imprese.

Per milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano l’auto per raggiungere il lavoro, il vantaggio economico potrebbe quindi essere contenuto ma comunque concreto. Resta però da capire quale sarà l’entità del taglio delle accise e se sarà sufficiente ad attenuare una fase di forte rincaro dei carburanti che continua a pesare sul bilancio delle famiglie italiane.