Statali, Ferie Amare: Stretta in Arrivo su Buoni Pasto e Indennità

Il Consiglio dei ministri previsto nei primi giorni di agosto dovrebbe esaminare un nuovo decreto sulla pubblica amministrazione che punta ad affrontare una delle questioni più delicate degli ultimi mesi: il riconoscimento dei buoni pasto e di alcune indennità ai dipendenti pubblici durante i periodi di ferie.

Secondo le anticipazioni, l’obiettivo del provvedimento è evitare il rischio di una maxi-spesa per le amministrazioni pubbliche. La Conferenza delle Regioni ha infatti quantificato in circa 2 miliardi di euro il possibile impatto economico della vicenda, segnalando il problema al Ministero dell’Economia e al Ministero per la Pubblica amministrazione.

Il nodo nasce dalle sentenze

L’origine della questione è giurisprudenziale. Prima nel settore privato, in particolare nel comparto dei trasporti, e successivamente anche nel pubblico impiego, diverse decisioni hanno riconosciuto il diritto a percepire durante le ferie non solo la normale retribuzione, ma anche alcune voci economiche normalmente corrisposte durante l’attività lavorativa, quindi anche buoni pasto e indennità.

Tra le pronunce più rilevanti figurano l’ordinanza della Cassazione n. 25840 del 27 settembre 2024 e la successiva ordinanza n. 5051 del 6 marzo 2026, entrambe fondate sull’orientamento della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di ferie annuali retribuite.

Il principio richiamato dalla giurisprudenza europea, sviluppato a partire dalla direttiva 2003/88/CE e dalle sentenze Robinson-Steele, Schultz-Hoff, Williams, Torsten Hein e Koch, è che durante le ferie il lavoratore deve percepire una retribuzione sostanzialmente equivalente a quella ordinaria, così da non essere disincentivato a esercitare il diritto al riposo.

Decreto sui Buoni Pasto in Arrivo

Le anticipazioni sul decreto in arrivo (probabilmente il 4 agosto) distinguono chiaramente tra futuro e passato.

Per il futuro, le indennità durante le ferie saranno riconosciute secondo le regole introdotte dai contratti collettivi nazionali recentemente rinnovati (come il caso del CCNL Funzioni Centrali). Per quanto riguarda i buoni pasto, invece, gli stessi contratti li collegano alle giornate di lavoro, sia svolte in presenza sia in modalità agile.

Nel recente rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, ad esempio, il buono pasto continua a essere disciplinato con riferimento alle giornate di lavoro, comprese quelle in smart working secondo le condizioni previste dal contratto, mentre non è stata introdotta una disposizione che ne preveda il riconoscimento durante le ferie. Contestualmente, il contratto ha recepito il principio della continuità di alcune indennità durante il periodo feriale.

Il problema, quindi, riguarda soprattutto il passato. Secondo il Conto annuale del personale della Ragioneria generale dello Stato, i dipendenti pubblici usufruiscono ogni anno di oltre 65 milioni di giornate di ferie, con una media di 21 giorni per lavoratore. È proprio questo dato, unito al possibile riconoscimento degli arretrati, ad aver acceso il confronto che il Governo si prepara ora ad affrontare con il decreto.