Docenti e ATA in Pensione dal 1° Settembre 2026: Ultimi Pagamenti tra NoiPA, INPS e MIM

Pensione

Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, migliaia di docenti e dipendenti ATA si preparano a concludere il proprio servizio per accedere alla pensione con decorrenza 1° settembre 2026.

Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), INPS e NoiPA hanno definito una procedura coordinata per garantire il corretto passaggio dallo stipendio alla pensione, evitando sovrapposizioni nei pagamenti e limitando al minimo gli interventi manuali delle Ragionerie Territoriali dello Stato.

Il sistema, ormai consolidato negli ultimi anni, prevede una gestione centralizzata delle cessazioni e delle eventuali riattivazioni delle partite stipendiali.

Come funziona la procedura tra MIM, INPS e NoiPA

La gestione dei pensionamenti coinvolge tre amministrazioni che operano in stretta collaborazione.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito trasmette a NoiPA gli elenchi del personale che cesserà dal servizio.

L’INPS verifica il possesso dei requisiti pensionistici e autorizza il trattamento di quiescenza.

Ricevute le informazioni, NoiPA provvede automaticamente alla cessazione delle partite stipendiali e alla liquidazione delle competenze finali spettanti. Questa modalità consente di ridurre sensibilmente gli errori e garantire continuità tra l’ultimo stipendio e il primo rateo di pensione.

Agosto rappresenta l’ultimo stipendio

Per il personale collocato a riposo dal 1° settembre 2026, lo stipendio di agosto rappresenta normalmente l’ultima mensilità erogata da NoiPA.

Nel cedolino vengono liquidate anche le competenze accessorie spettanti alla cessazione del rapporto di lavoro, tra cui:

  • la quota di tredicesima mensilità maturata fino al 31 agosto;
  • le operazioni di recupero delle addizionali regionali e comunali.

Per effetto dell’entrata in vigore del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, il personale della scuola beneficia inoltre delle nuove retribuzioni tabellari, con effetti anche sul calcolo della quota di tredicesima maturata nell’ultimo anno di servizio.

Una seconda lavorazione a fine agosto

Non tutte le posizioni vengono definite entro la prima elaborazione.

Come avviene ogni anno, il MIM può trasmettere a NoiPA un ulteriore flusso contenente:

  • cessazioni autorizzate successivamente dall’INPS;
  • rettifiche delle posizioni già comunicate;
  • eventuali aggiornamenti amministrativi.

In questi casi NoiPA procede alla cessazione della partita stipendiale e comunica gli esiti alle Ragionerie Territoriali dello Stato per gli adempimenti di competenza.

Possibili riattivazioni dello stipendio

Tra le operazioni previste rientrano anche le eventuali riattivazioni.

Può accadere, ad esempio, che un dipendente rinunci al pensionamento oppure che emerga un errore nella procedura di cessazione.

In queste situazioni il Ministero trasmette gli aggiornamenti a NoiPA, che comunica alle RTS i nominativi interessati affinché venga ripristinata la partita stipendiale.

Si tratta di casi limitati, ma già previsti dalla procedura amministrativa.

Le RTS intervengono solo nei casi particolari

Uno degli aspetti più importanti della procedura riguarda il ruolo delle Ragionerie Territoriali dello Stato.

Durante la fase ordinaria le RTS non devono effettuare cessazioni manuali sulla base delle comunicazioni inviate direttamente dalle scuole, poiché l’intero processo è gestito centralmente attraverso i flussi trasmessi dal Ministero.

Gli interventi manuali restano limitati alle situazioni eccezionali, come segnalazioni tardive o rettifiche successive alla chiusura delle lavorazioni ordinarie.

Questa organizzazione consente di uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale e ridurre il rischio di errori nei pagamenti.

TFS e pensione seguiranno canali diversi

Dopo la cessazione del servizio si apre la fase di liquidazione delle prestazioni previdenziali.

La pensione sarà erogata dall’INPS secondo il calendario previsto per i pensionati, mentre il TFS o TFR seguirà le tempistiche stabilite dalla normativa vigente, che variano in base alla tipologia di cessazione e ai requisiti del dipendente.

Per questo motivo è normale che tra l’ultimo stipendio e il pagamento della buonuscita trascorra un periodo anche significativo.

Tabella riassuntiva