La prossima Manovra potrebbe portare una nuova sorpresa per una fascia di contribuenti finora rimasta fuori dai principali interventi sul fisco. Dopo i tagli che hanno riguardato i redditi più bassi e medi, ora l’attenzione del Governo si sposta verso chi guadagna di più: allo studio c’è infatti un nuovo taglio dell’IRPEF per i redditi fino a 50-60 mila euro.
La misura non è ancora approvata, ma è già in cima alla lista delle richieste della maggioranza per la legge di Bilancio 2027.
Manovra 2027, il prossimo obiettivo è tagliare l’IRPEF fino a 60 mila euro
Il percorso della prossima legge di Bilancio inizia a prendere forma e tra le priorità indicate dalla maggioranza c’è un nuovo intervento sulle tasse.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore di martedì 4 agosto, tra le ipotesi allo studio per la Manovra 2027 c’è un’ulteriore riduzione dell’IRPEF per la fascia di reddito compresa tra 50 mila e 60 mila euro. Si tratterebbe del proseguimento del percorso iniziato dal Governo Meloni con i precedenti interventi sul sistema fiscale.
L’obiettivo sarebbe quello di ampliare il numero di lavoratori e contribuenti interessati dagli sconti fiscali, dopo le riduzioni già introdotte negli ultimi anni.
Da dove è partito il taglio delle tasse sui redditi del Governo Meloni
Il primo intervento significativo sull’IRPEF è arrivato con la riforma fiscale del 2024.
Il Governo ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre, modificando la struttura dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. La principale novità è stata l’estensione dell’aliquota più bassa del 23% ai redditi fino a 28 mila euro, mentre prima il primo scaglione arrivava fino a 15 mila euro.
Dal 2024 il sistema è quindi diventato:
- fino a 28.000 euro: aliquota IRPEF del 23%;
- da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 35%;
- oltre 50.000 euro: aliquota del 43%.
La modifica ha interessato soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati con redditi medio-bassi, riducendo la pressione fiscale sul primo scaglione.
Nel 2025 il taglio IRPEF è stato esteso alla fascia fino a 50 mila euro
Con la legge di Bilancio 2025 il Governo ha reso strutturale il nuovo schema delle aliquote e ha confermato il percorso di riduzione dell’imposta.
L’intervento successivo si è concentrato soprattutto sulla fascia centrale dei contribuenti, cioè chi ha un reddito superiore a 28 mila euro ma non oltre 50 mila euro. Per il 2026, infatti, il Governo ha abbassato l’aliquota dal 35 al 33 per cento in questa fascia reddituale, generando un risparmio pari a 440 euro annui.
La logica è stata quella di alleggerire il peso fiscale anche sul cosiddetto ceto medio, cioè quei lavoratori che non rientravano nelle agevolazioni riservate ai redditi più bassi ma che subivano comunque una tassazione elevata.
Ora il Governo guarda ai redditi fino a 60 mila euro
Il prossimo possibile passo riguarda quindi lo scaglione superiore. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di intervenire sulla fascia 50-60 mila euro, oggi tassata con aliquota IRPEF del 43% per la parte di reddito che supera i 50 mila euro.
Una possibile modifica potrebbe consistere nell’ampliare lo scaglione intermedio (quello con tassazione del 33%), riducendo l’aliquota applicata ai redditi fino a 60 mila euro. Questo significherebbe che una parte del reddito oggi tassata al 35% o al 43% verrebbe tassata di meno, con un aumento del reddito disponibile per i contribuenti interessati.
In pratica, il Governo starebbe valutando un ulteriore alleggerimento per una platea composta soprattutto da lavoratori qualificati, tecnici, impiegati con livelli retributivi più alti e professionisti.
Chi potrebbe beneficiare del nuovo taglio IRPEF
Se la misura venisse approvata, il beneficio riguarderebbe chi ha redditi compresi nella fascia oggi più penalizzata dal passaggio tra gli scaglioni. A essere interessati potrebbero essere, ad esempio:
- lavoratori dipendenti con redditi lordi annui tra 50 mila e 60 mila euro;
- quadri e impiegati con retribuzioni medio-alte;
- alcune categorie di autonomi soggette all’IRPEF ordinaria.
L’importo del risparmio dipenderebbe dalla percentuale di riduzione dell’aliquota e dal reddito effettivo del contribuente.
Il nodo resta quello delle risorse per la Manovra 2027
Come per ogni intervento fiscale, il punto centrale sarà trovare le coperture economiche. Ridurre ancora l’IRPEF significa infatti rinunciare a una parte delle entrate dello Stato e quindi la misura dovrà essere compatibile con gli equilibri di bilancio.
Per questo motivo, al momento, il taglio fino a 60 mila euro resta una possibilità allo studio e non una decisione definitiva.
La prossima legge di Bilancio chiarirà se il Governo riuscirà a proseguire il percorso iniziato negli anni scorsi: dopo i redditi fino a 28 mila euro e quelli fino a 50 mila euro, il prossimo obiettivo potrebbe essere proprio la fascia fino a 60 mila euro.




