Il 2026 rischia di chiudersi con la scadenza di diversi aiuti destinati alle madri lavoratrici e, più in generale, all’occupazione femminile. Il Governo starebbe però già lavorando per trovare le risorse necessarie a prorogare le misure anche nel 2027.
Sul tavolo ci sono differenti agevolazioni che interessano sia direttamente le lavoratrici sia le aziende che assumono donne con figli. I ministeri competenti avrebbero già avviato le interlocuzioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, valutando anche l’effettivo utilizzo delle agevolazioni per capire quante risorse serviranno.
Decontribuzione mamme fino a 3.000 euro
Tra le misure destinate a scadere figura la decontribuzione introdotta dalla Manovra 2024, che può determinare un esonero contributivo fino a 3.000 euro all’anno, con un beneficio che può quindi raggiungere 250 euro mensili.
Il requisito si perfeziona dal mese della nascita del figlio o del suo ingresso nel nucleo familiare, anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo.
La misura interessa le lavoratrici dipendenti pubbliche e private con contratto a tempo indeterminato, mentre rimangono esclusi i rapporti di lavoro domestico.
Con la fine del 2026 arrivano inoltre a scadenza gli altri sostegni previsti per le madri lavoratrici con almeno due figli e, secondo le diverse condizioni previste dalla normativa, per dipendenti a termine e autonome con almeno tre figli.
Bonus mamme da 60 euro al mese
C’è poi il cosiddetto Bonus mamme 2026. La Legge di Bilancio ha aumentato l’importo da 40 a 60 euro mensili, portando il beneficio massimo a 720 euro nell’arco di 12 mensilità.
Anche questa misura entra quindi nel dossier sul quale il Governo dovrà decidere in vista del 2027.
Fino a 8.000 euro per chi assume
Parallelamente è operativo un importante incentivo destinato ai datori di lavoro che assumono lavoratrici madri con tre figli.
L’agevolazione prevede l’esonero dei contributi a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, fino a 8.000 euro all’anno.
La durata dello sgravio cambia a seconda dell’assunzione: può arrivare a 12 mesi per il tempo determinato, 18 mesi in caso di trasformazione del rapporto e 24 mesi per un’assunzione a tempo indeterminato.
La partita decisiva si giocherà quindi nei prossimi mesi. L’obiettivo dei ministeri è reperire le coperture per evitare che dal 1° gennaio 2027 venga meno un pacchetto di agevolazioni che sostiene contemporaneamente reddito delle famiglie, natalità e occupazione femminile.




