Una vicenda che sembrava destinata a concludersi con l’interruzione della continuità didattica ha avuto un esito positivo. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti individuato una soluzione che consentirà a una docente di sostegno di continuare a seguire, per un altro anno, uno studente con disabilità grave che a settembre inizierà la quinta superiore.
Il ragazzo, 17 anni, era seguito dalla stessa insegnante da due anni. Nel frattempo, però, la docente aveva vinto un concorso su posto comune ed era stata assunta a tempo indeterminato in un’altra provincia. Proprio questo nuovo inquadramento rischiava di impedirle di proseguire il lavoro di sostegno.
Il problema nasce dal cambio di contratto della docente
Il punto centrale della vicenda era proprio questo: se l’insegnante fosse rimasta precaria sul sostegno, in determinate condizioni sarebbe stato possibile attivare gli strumenti previsti per garantire la continuità didattica.
La docente, invece, essendo diventata di ruolo su posto comune, non poteva semplicemente rinunciare alla nuova posizione per restare con lo studente.
Il ragazzo aveva così deciso di rivolgersi direttamente al ministro Giuseppe Valditara e al presidente della Repubblica, spiegando che il cambio di insegnante nell’anno della Maturità avrebbe potuto compromettere un percorso costruito in due anni.
Non si trattava soltanto di mantenere la stessa persona in classe. Docente e studente avevano sviluppato nel tempo metodi di studio, strategie di apprendimento, autonomia e un rapporto di fiducia particolarmente importante alla luce della grave disabilità del ragazzo.
Il MIM applica l’accomodamento ragionevole
Dopo l’intervento della famiglia e l’attenzione riservata al caso, il Ministero ha comunicato di essersi attivato insieme agli uffici competenti per trovare una soluzione compatibile con le norme.
La strada individuata passa attraverso il principio dell’accomodamento ragionevole, previsto a tutela delle persone con disabilità.
Acquisita anche la disponibilità della docente, è stata trovata una formula che le permetterà di proseguire l’attività di sostegno con lo studente durante il prossimo anno scolastico, accompagnandolo fino alla Maturità.
Un caso che può interessare altre famiglie
La famiglia ha accolto la decisione con grande soddisfazione, sottolineando come il risultato protegga non soltanto la continuità didattica, ma anche un percorso personale fatto di crescita, fiducia e autonomia.
La vicenda assume quindi un significato più ampio. Dimostra che, davanti a situazioni particolari, può essere necessario cercare soluzioni che vadano oltre l’applicazione automatica delle procedure amministrative.
Il caso non introduce automaticamente una nuova regola valida per tutti, ma può rappresentare un precedente importante sul piano dell’attenzione istituzionale: quando la continuità del docente è essenziale per tutelare concretamente il diritto allo studio dell’alunno con disabilità, l’amministrazione può essere chiamata a valutare soluzioni specifiche e ragionevoli.




