A partire dal 25 agosto arriveranno le prime nomine relative alla riconferma dei supplenti sul sostegno. Dopo aver concluso le immissioni in ruolo e le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria, gli Uffici scolastici possono infatti definire l’organico disponibile per gli incarichi a tempo determinato.
Secondo la tabella di marcia indicata dal Ministero, le operazioni dovrebbero essere completate entro il 31 agosto, così da consentire ai docenti individuati di prendere servizio con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.
Prima le riconferme dei supplenti sul sostegno
Le prime individuazioni dovrebbero riguardare i docenti per i quali è stata richiesta la continuità didattica sul sostegno. Gli Uffici dovranno isolare, tra gli aspiranti che hanno compilato la domanda delle 150 preferenze, coloro che hanno manifestato la disponibilità alla riconferma.
La richiesta della famiglia e la disponibilità del docente, tuttavia, non producono automaticamente la nomina. Il primo requisito è che il posto occupato nell’anno precedente sia ancora disponibile dopo le operazioni sul personale di ruolo.
Il docente deve inoltre risultare nominabile nel primo turno dell’algoritmo sulla base del proprio punteggio, della posizione occupata nelle GPS e delle preferenze espresse nella domanda. Se queste condizioni non sono soddisfatte, la continuità non può essere applicata.
Gli interessati devono quindi controllare il sito dell’Ufficio scolastico provinciale, la posta elettronica indicata nell’istanza e gli eventuali avvisi pubblicati dalle scuole.
Anno di prova possibile anche con il part-time
Un’altra questione riguarda i docenti immessi in ruolo per il 2026/2027 che vogliono chiedere il part-time. Lo svolgimento dell’anno di prova con un rapporto a tempo parziale è possibile, fermo restando il raggiungimento dei requisiti di servizio riproporzionati e il completamento delle attività formative previste.
Chi ha già ricevuto la nomina può anticipare alla segreteria scolastica l’intenzione di presentare la richiesta, così da predisporre tempestivamente la documentazione. È opportuno consultare anche il sito dell’Ufficio scolastico territoriale, poiché possono essere pubblicate indicazioni specifiche, modelli e scadenze.
La domanda deve seguire le procedure previste e non produce effetti automaticamente: occorre l’autorizzazione dell’Amministrazione competente. Il provvedimento deve poi essere comunicato alla Ragioneria territoriale dello Stato, perché il passaggio al tempo parziale incide sull’orario e sul trattamento economico.
Quanto dura il rapporto a tempo parziale
Il part-time ha normalmente durata biennale. Trascorsi i due anni scolastici, prosegue se il docente non presenta una richiesta di modifica.
Chi intende tornare a tempo pieno deve invece domandarlo al termine del biennio, rispettando scadenze e modalità stabilite dall’Amministrazione. Conviene pertanto valutare attentamente la scelta, considerando sia l’organizzazione dell’anno di prova sia la conseguente riduzione dello stipendio.




