Si apre una nuova partita contrattuale per oltre 145 mila lavoratrici e lavoratori del settore artigiano. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno presentato alle controparti datoriali il 17 luglio 2026 la piattaforma unitaria per il rinnovo del CCNL Acconciatura ed Estetica, destinato a scadere il prossimo 31 dicembre.
Il contratto interessa i dipendenti delle imprese di acconciatura, estetica, tricologia non curativa, tatuaggio, piercing e centri benessere. I sindacati hanno inviato le richieste a Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai, chiedendo l’apertura del negoziato per il quadriennio 2027-2030.
Aumento di 220 euro in busta paga
La richiesta destinata ad attirare maggiormente l’attenzione dei lavoratori riguarda lo stipendio.
La piattaforma prevede un incremento dei minimi tabellari di 220 euro al terzo livello, cifra che dovrà poi essere riparametrata per gli altri livelli di inquadramento. Non si tratta quindi, almeno in questa fase, di un aumento già conquistato: i 220 euro rappresentano la richiesta sindacale dalla quale partirà il confronto con le associazioni artigiane.
Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono inoltre un meccanismo permanente che protegga le retribuzioni dall’inflazione, la rivalutazione degli scatti di anzianità e il rafforzamento della previdenza complementare.
Tra le richieste spunta la quattordicesima
La piattaforma non si limita agli aumenti. Una delle novità più significative è la richiesta di introdurre la quattordicesima mensilità, insieme a un elemento economico di garanzia.
Sul tavolo finiscono anche part-time e lavoro supplementare. I sindacati chiedono maggiori garanzie sulle clausole elastiche e possibilità più ampie di consolidare le ore supplementari effettuate dai dipendenti.
Per i contratti a termine viene invece proposta l’introduzione del diritto di precedenza anche nelle successive assunzioni a tempo determinato.
Più tutele anche per maternità e formazione
Il nuovo CCNL dovrebbe intervenire anche sull’apprendistato, sulla malattia e sull’infortunio. Sul fronte della genitorialità viene richiesta l’integrazione al 100% dell’indennità durante il congedo obbligatorio, oltre al rafforzamento delle misure di conciliazione tra lavoro e famiglia.
Spazio infine a salute e sicurezza e alla formazione continua, che i sindacati vogliono trasformare in un vero diritto contrattuale individuale da esercitare durante l’orario di lavoro.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: arrivare al nuovo accordo entro la scadenza del 31 dicembre 2026, evitando i lunghi ritardi che hanno caratterizzato precedenti rinnovi.




