Assegno di Inclusione, il Bonus Carburante non Arriverà a Tutti: Escluso Chi è Senza Busta Paga

Il nuovo bonus benzina allo studio del Governo potrebbe non arrivare a chi percepisce soltanto l’Assegno di Inclusione e non ha un lavoro. È uno degli effetti che emergono dal meccanismo su cui l’Esecutivo starebbe lavorando per sostituire, dopo il 5 settembre, gli interventi generalizzati sulle accise con aiuti più mirati.

Non esiste ancora un provvedimento definitivo e, dunque, non è stata formalmente prevista l’esclusione dei percettori ADI. Tuttavia, dalle anticipazioni che giungono dai quotidiani come Il Messaggero e Repubblica emerge l’orientamento verso un buono carburante collegato al rapporto di lavoro e riconosciuto dal datore di lavoro. In base alle notizie che circolano in questi giorni, dunque, non ci sarà una erogazione fatta da INPS, come avvenne nel 2022 con i 200 euro erogati dal Governo Draghi.

Assegno di Inclusione, chi rischia di restare fuori

Secondo Il Messaggero, il Governo avrebbe accantonato, almeno per il momento, l’ipotesi di utilizzare la Carta Dedicata a te per distribuire il nuovo sostegno contro il caro carburanti. La preoccupazione sarebbe quella di trasformare l’intervento in una misura troppo simile a un sussidio assistenziale, oltre ai timori legati a possibili abusi.

Sta invece prendendo quota un buono carburante sul modello di quello introdotto nel 2022, che per i dipendenti potrebbe essere riconosciuto come fringe benefit. L’azienda acquisterebbe i voucher e li assegnerebbe al lavoratore (scaricando il costo successivamente), mentre il valore del beneficio sarebbe esentasse.

Il quotidiano Repubblica indica a sua volta la possibilità che siano proprio i datori di lavoro privati a riconoscere volontariamente il bonus ai dipendenti, con un meccanismo fiscale favorevole per le imprese.

Se questa impostazione sarà confermata, chi percepisce esclusivamente l’Assegno di Inclusione senza avere un rapporto di lavoro dipendente non avrebbe un datore di lavoro attraverso il quale ottenere il buono.

ADI e lavoro dipendente: il caso è diverso

La situazione potrebbe invece cambiare per chi riceve l’ADI come integrazione di un reddito da lavoro. L’Assegno di Inclusione, infatti, è compatibile entro determinate condizioni con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Un percettore ADI che è contemporaneamente dipendente avrebbe quindi il canale necessario per ricevere il buono dalla propria azienda, sempre che rispetti i requisiti reddituali che saranno eventualmente fissati dal Governo.

Lo stesso principio potrebbe riguardare il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL): percepire il trattamento INPS, da solo, non consentirebbe di ottenere un fringe benefit aziendale.

Il Governo punta sui redditi da lavoro

L’impostazione che emerge è dunque quella di concentrare le risorse su chi lavora e ha redditi medio-bassi, anziché distribuire un ulteriore sostegno attraverso le carte utilizzate per le prestazioni sociali.

Anche Il Messaggero segnala il problema dei pensionati: non avendo un datore di lavoro, rischierebbero di non poter beneficiare del nuovo buono.

La partita, comunque, è ancora aperta. Importo, limite di reddito e platea devono essere definiti. Solo il provvedimento del Governo potrà confermare definitivamente se chi vive esclusivamente di ADI o SFL resterà fuori dal nuovo bonus benzina.