Assegno Unico, da Settembre 35 Euro in Più al Mese per Chi Torna al Lavoro

Settembre non porta soltanto la ripresa della scuola, delle attività e del lavoro. Per alcune famiglie può cambiare anche l’importo dell’Assegno Unico. È il caso dei genitori che, dopo una pausa estiva legata alla scadenza di un contratto, tornano entrambi ad avere un reddito da lavoro.

La situazione riguarda soprattutto alcune categorie di lavoratori stagionali o con contratti a termine, ma non solo. E c’è una cifra che vale la pena controllare nella propria domanda INPS.

Assegno Unico, perché settembre può far cambiare l’importo

L’Assegno Unico non è uguale per tutti. L’importo dipende:

  • dall’ISEE,
  • dall’età dei figli a carico,
  • dal numero dei figli a carico.

Inoltre, può aumentare quando nel nucleo familiare ricorrono determinate condizioni.

Tra queste c’è quella prevista per i figli minori quando entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro. La maggiorazione viene rivalutata ogni anno e nel 2026 è arrivata a un massimo di 34,90 euro mensili per ciascun figlio minore. Si riduce progressivamente con l’aumentare dell’ISEE fino ad azzerarsi quando l’ISEE supera i 46.466,27 euro. 

È proprio il ritorno al lavoro dopo la pausa estiva a rendere settembre un mese da tenere d’occhio.

Chi torna al lavoro dopo l’estate può avere diritto ai soldi in più

Pensiamo a una famiglia nella quale un genitore abbia lavorato fino a giugno o luglio e sia rimasto senza contratto durante i mesi estivi, per poi riprendere l’attività a settembre.

È una situazione frequente, per esempio, tra insegnanti precari e supplenti, ma può riguardare anche lavoratori con contratti a termine nel turismo, nella ristorazione, nel commercio, nei servizi, nell’agricoltura o in altri settori caratterizzati da rapporti di lavoro non continuativi.

Quando entrambi i genitori tornano a essere titolari di reddito da lavoro, può quindi verificarsi la condizione necessaria per ottenere la maggiorazione dell’Assegno Unico.

L’INPS precisa infatti che ai fini della maggiorazione rilevano diverse forme di reddito da lavoro, compresi quelli da lavoro dipendente e assimilato, autonomo e d’impresa, oltre ai redditi da pensione.

Maggiorazione Assegno Unico: non bastano due genitori che lavorano

La maggiorazione non è una somma fissa che spetta automaticamente a tutte le coppie nelle quali entrambi lavorano. Prima di tutto, infatti, deve esserci un figlio minore per il quale spetta l’Assegno unico.

Inoltre entra in gioco l’ISEE. Nel 2026 la maggiorazione raggiunge il massimo di 34,90 euro mensili per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro. L’importo scende poi progressivamente nelle fasce ISEE successive e si azzera, come detto sopra, con un ISEE pari o superiore a 46.466,27 euro.

Quindi 34,90 euro è il valore massimo, non quello che ricevono indistintamente tutte le famiglie.

Di quanto può aumentare l’importo con più figli minori

Il meccanismo è semplice: la maggiorazione si aggiunge all’importo ordinario dell’Assegno Unico spettante per il figlio. Per esempio:

  • con un solo figlio minore e ISEE nella fascia che consente di ottenere la maggiorazione piena, l’incremento può arrivare a 34,90 euro al mese;
  • con due figli minori, invece, l’aumento massimo può arrivare a 69,80 euro al mese;
  • con tre figli minori si arriverebbe a 104,70 euro mensili di maggiorazione.

In quest’ultimo caso, inoltre, spetta anche la maggiorazione per i figli ulteriori al secondo, che può raggiungere i 26 euro mensili. La cifra effettiva dipende quindi sia dall’ISEE sia dal numero dei figli per i quali spetta la maggiorazione.

Settembre è un mese da controllare

La ripresa del lavoro dopo l’estate può avere un effetto che va oltre la busta paga. Per alcune famiglie può infatti riaprire la possibilità di ottenere anche la maggiorazione dell’Assegno Unico per entrambi i genitori lavoratori.

Il caso tipico è quello di chi ha avuto un contratto interrotto durante l’estate e riprende a lavorare a settembre. Ma la regola riguarda molti altri lavoratori con rapporti non continuativi. Inoltre, non si fa riferimento a uno specifico settore professionale: possono accedervi sia i lavoratori del settore pubblico che quelli del settore privato.

La cosa da fare è quindi semplice: controllare l’ISEE, verificare la domanda AUU e soprattutto la dichiarazione relativa ai due genitori titolari di reddito da lavoro. Perché quei pochi clic possono fare la differenza sull’importo che l’INPS riconoscerà alla famiglia già a partire dal mese di settembre.