Bonus Affitto Fino a 6.000 Euro: Attive da Oggi le Domande per i Genitori Separati

Con la pubblicazione del Decreto da parte del MIT il bonus affitto destinato ai genitori separati o divorziati si avvicina alla fase operativa. La misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, mette a disposizione un contributo che può arrivare fino a 500 euro al mese, con l’obiettivo di aiutare chi, dopo la fine di una relazione, deve sostenere il costo di una nuova abitazione.

La platea prevista non è particolarmente ampia: lo stanziamento complessivo è di 60 milioni di euro e le prime stime parlano di circa 5mila potenziali beneficiari. Numeri contenuti, dunque, ma per le famiglie che riusciranno a rientrare nei requisiti il sostegno può rappresentare un aiuto significativo, soprattutto considerando il peso degli affitti.

Bonus genitori separati, aperte le domande

La pubblicazione del decreto ministeriale segna il passaggio verso la fase operativa della misura: le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 7 ottobre.

L’obiettivo della misura è intervenire su una situazione molto specifica: quella del genitore che, dopo la separazione o il divorzio, non può più vivere nella casa familiare e deve quindi trovare un’altra abitazione, continuando allo stesso tempo a sostenere gli eventuali obblighi economici nei confronti dei figli.

Quanto vale il contributo per l’affitto

Il sostegno potrà coprire il 50% del canone di locazione, fino a un tetto massimo di 6.000 euro all’anno. Tradotto su base mensile, il contributo massimo è quindi di 500 euro.

L’importo effettivo non sarebbe dunque uguale per tutti: dipenderà dalla spesa sostenuta per l’affitto, fermo restando il limite massimo previsto dalla misura. Per esempio, sulla base dei criteri finora anticipati, un genitore con un canone di 700 euro al mese potrebbe ottenere un contributo pari a 350 euro mensili, mentre con un affitto di 1.200 euro il 50% sarebbe superiore al tetto e il sostegno si fermerebbe a 500 euro.

Chi può chiedere il bonus affitto

Il contributo è rivolto ai genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare di proprietà e che, proprio per questo, devono sostenere il costo di una nuova abitazione in affitto.

Tra i requisiti finora indicati figurano anche la presenza di figli fiscalmente a carico fino a 21 anni e un reddito IRPEF annuo non superiore a 35.000 euro.

E’ inoltre necessario avere un contratto di locazione regolarmente registrato e risultare in regola con il pagamento dell’eventuale assegno di mantenimento. Il contributo non dovrebbe essere cumulabile con altre forme di sostegno destinate al pagamento dell’affitto.

Questi elementi, tuttavia, devono essere considerati come criteri anticipati e non ancora definitivi: sarà il decreto attuativo a stabilire esattamente chi potrà presentare la domanda e secondo quali condizioni.

Distribuzione territoriale dei fondi

I 20 milioni di euro destinati al contributo affitto per i genitori separati o divorziati non vengono assegnati attraverso un’unica disponibilità nazionale. Il decreto MIT-MEF n. 200/2026 ha infatti già stabilito la ripartizione territoriale delle risorse.

L’80% del Fondo viene distribuito considerando il numero medio di genitori separati o divorziati residenti, il 15% sulla base del reddito medio regionale e il restante 5% tenendo conto della presenza di Comuni ad alta tensione abitativa.

Queste le somme disponibili:

  • Lombardia: 2.643.240 euro
  • Lazio: 1.876.813 euro
  • Campania: 1.849.878 euro
  • Sicilia: 1.778.587 euro
  • Puglia: 1.410.822 euro
  • Piemonte: 1.348.181 euro
  • Veneto: 1.307.624 euro
  • Emilia-Romagna: 1.306.191 euro
  • Toscana: 1.207.200 euro
  • Calabria: 684.658 euro
  • Sardegna: 638.492 euro
  • Liguria: 624.084 euro
  • Marche: 565.295 euro
  • Abruzzo: 525.935 euro
  • Friuli-Venezia Giulia: 452.223 euro
  • Umbria: 440.754 euro
  • Basilicata: 339.052 euro
  • Molise: 288.624 euro
  • Trento: 271.739 euro
  • Bolzano: 250.267 euro
  • Valle d’Aosta: 190.341 euro

Le eventuali risorse non utilizzate in un territorio saranno redistribuite tra le altre Regioni e Province autonome.