Scuola, 2.628 Posti di Ruolo per Docenti: Assunzioni Concluse. Ancora in Molti Senza Cattedra

Si è conclusa la fase estiva delle immissioni in ruolo nella Scuola degli insegnanti di religione cattolica (IRC) per l’anno scolastico 2026/2027. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva previsto un contingente di 2.628 assunzioni a tempo indeterminato, destinato ai vincitori e agli aventi diritto delle procedure concorsuali ordinarie e straordinarie.

Un risultato importante per una categoria che ha conosciuto lunghi anni di precariato, ma che non ha risolto tutte le criticità del reclutamento.

Il problema principale riguarda la distribuzione dei posti tra le graduatorie e i territori, con situazioni nelle quali la disponibilità di cattedre non si traduce necessariamente nell’assunzione di tutti gli aspiranti.

A ottobre, quindi, il tema non è più soltanto quanti posti siano stati autorizzati, ma quanti siano stati effettivamente coperti e quali possibilità restino per i docenti ancora in graduatoria.

Assunzioni IRC 2026/2027: come sono stati distribuiti nella Scuola i 2.628 posti

Il Decreto ministeriale n. 143 del 22 luglio 2026 ha definito il contingente nazionale delle immissioni in ruolo, successivamente autorizzato anche con il DPR del 7 agosto.

La ripartizione prevedeva:

  • 991 posti nella scuola dell’infanzia e primaria;
  • 1.637 posti nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

La distribuzione tra i canali concorsuali ha previsto 1.972 posti per il concorso ordinario e 656 per la procedura straordinaria.

Questa ripartizione deriva anche dal recupero delle disponibilità precedentemente utilizzate per le assunzioni straordinarie.

Si tratta, tuttavia, di contingenti autorizzati: per conoscere il numero effettivo delle assunzioni perfezionate occorre considerare gli esiti delle operazioni regionali.

Concorso ordinario e straordinario: perché la distribuzione fa discutere

Uno degli aspetti più controversi riguarda il rapporto tra le due procedure concorsuali.

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La disciplina di riferimento prevede una ripartizione del 70% e del 30% tra procedura straordinaria e concorso ordinario, ma il meccanismo delle compensazioni e del recupero dei posti ha determinato, per il 2026/2027, una distribuzione complessiva differente.

Di fatto, circa il 75% del contingente è stato destinato al concorso ordinario, mentre il restante 25% è stato attribuito alla procedura straordinaria.

Questa situazione ha alimentato interrogativi soprattutto tra gli insegnanti con molti anni di servizio che hanno partecipato alla procedura riservata.

Il problema riguarda quindi non soltanto il numero complessivo delle assunzioni, ma anche il modo in cui vengono distribuite tra le diverse graduatorie.

Posti disponibili nella Scuola ma docenti ancora precari: il problema delle regioni

La seconda criticità riguarda le differenze territoriali.

Le graduatorie degli insegnanti di religione cattolica sono collegate a specifici ambiti territoriali e diocesani, circostanza che rende particolarmente complessa la gestione delle disponibilità.

In alcune regioni la procedura straordinaria per la scuola dell’infanzia e primaria non ha ricevuto posti nel riparto iniziale, nonostante la presenza di aspiranti interessati alla stabilizzazione.

Le compensazioni tra graduatorie possono consentire un migliore utilizzo dei posti, ma non eliminano automaticamente tutti gli squilibri territoriali.

Ne deriva una situazione apparentemente contraddittoria: a livello nazionale esistono disponibilità per le assunzioni, mentre alcuni insegnanti continuano a lavorare con contratti a tempo determinato.

Un problema che richiede ulteriori interventi di programmazione, soprattutto per evitare che le differenze tra territori penalizzino docenti con molti anni di esperienza.

Restano 114 posti da recuperare: cosa succederà nel 2027

Un’altra questione riguarda le disponibilità che non sono state utilizzate nell’attuale programmazione.

Secondo le indicazioni sindacali, 114 posti destinati ai concorsi ordinari dovranno essere recuperati nelle autorizzazioni previste a decorrere dal 1° settembre 2027.

A questi potrebbero aggiungersi eventuali ulteriori posti non utilizzati nelle operazioni dell’anno scolastico 2026/2027.

Non significa, però, che tali posti si trasformeranno automaticamente in altrettante assunzioni.

Saranno necessarie le relative procedure autorizzative e la verifica delle disponibilità effettive.

Per gli insegnanti ancora presenti nelle graduatorie, il prossimo anno scolastico potrebbe quindi rappresentare un’ulteriore opportunità di stabilizzazione.

Resta da chiarire quale sarà il numero complessivo dei posti effettivamente recuperabili.

Nomine e contratti: le criticità amministrative ancora da risolvere

Accanto alla distribuzione dei posti, rimangono alcune questioni operative.

Il sindacato FGU/Snadir ha richiamato l’attenzione sulla necessità di semplificare la gestione dei contratti, anche attraverso l’utilizzo della posta elettronica certificata, e di fornire istruzioni uniformi alle istituzioni scolastiche.

Particolare attenzione è stata richiesta anche alla tutela economica dei docenti neoassunti, affinché il passaggio dal contratto a tempo determinato a quello a tempo indeterminato non determini problemi nella gestione stipendiale.

Si tratta di questioni importanti, perché la stabilizzazione non si esaurisce con l’individuazione del docente destinatario della nomina.

Occorre anche garantire la corretta stipula del contratto, la registrazione della posizione giuridica e l’applicazione del trattamento economico spettante.