Una nuova carta welfare per docenti e personale scolastico potrebbe arrivare con la manovra 2027, affiancandosi alle agevolazioni già previste per chi lavora nella scuola. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta a rafforzare le misure di sostegno ai lavoratori, valutando anche la possibilità di mettere a disposizione nuove risorse economiche. La platea interessata potrebbe raggiungere circa 1,2 milioni di persone.
Vediamo cosa è trapelato fino adesso.
Carta welfare scuola 2027, a chi potrebbe spettare e come funzionerebbe
L’idea allo studio del Ministero è quella di ampliare il sistema di agevolazioni dedicato al personale scolastico, rendendo più vantaggiose le condizioni per acquistare beni e servizi. L’iniziativa si inserirebbe nel percorso avviato nell’ottobre 2023 dal ministro Giuseppe Valditara, che ha progressivamente rafforzato le misure di welfare per chi lavora nella scuola.
Il piano ha previsto inizialmente convenzioni con enti e associazioni, per poi svilupparsi attraverso un portale dedicato alle offerte commerciali riservate al personale scolastico. Nel tempo si sono aggiunte altre iniziative, fino ad arrivare anche a una polizza sanitaria integrativa. La nuova carta rappresenterebbe quindi un possibile ulteriore passo in questa direzione. L’obiettivo sarebbe ampliare i vantaggi disponibili per una platea che potrebbe arrivare a circa 1,2 milioni di lavoratori.
Per rendere lo strumento più interessante, il Ministero starebbe valutando anche la possibilità di destinare risorse economiche specifiche. Non è ancora chiaro, tuttavia, se la carta prevederà un credito da spendere, ulteriori convenzioni o una combinazione delle due soluzioni.
Quanto vale oggi e cosa si può acquistare
Attualmente, lo strumento economico già esistente è la Carta del docente. Nell’anno scolastico 2025/2026 ha avuto un valore di 383 euro, inferiore ai 500 euro riconosciuti in passato per via dell’estensione anche ai docenti precari e agli educatori.
La Carta è infatti destinata sia ai docenti di ruolo che ai supplenti con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo ammesso dalla normativa. Serve a sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale.
Il credito può essere utilizzato per acquistare:
- libri, riviste e pubblicazioni;
- corsi di formazione e aggiornamento professionale;
- biglietti per cinema, teatri, musei, mostre e altri eventi culturali ammessi;
- strumenti musicali;
- hardware e software, (l’acquisto è consentito con la prima erogazione della Carta e, successivamente, con cadenza quadriennale).
- servizi di trasporto di persone, compresi quelli ammessi dalla disciplina della Carta.
Per il 2026/2027, invece, il nuovo importo non va dato per scontato: la cifra effettiva dipende dalle risorse disponibili e dalle disposizioni che saranno adottate per l’annualità. Per adesso, circola un’ipotesi su un abbassamento del valore a 370 euro, ma non c’è nulla di ufficiale.
È proprio partendo da questo strumento che potrebbe svilupparsi la novità allo studio del Ministero. Invece di creare necessariamente una seconda carta, il Governo potrebbe valutare un’evoluzione della Carta del docente, ampliandone progressivamente la funzione verso una misura di welfare più estesa.
La Carta del docente potrebbe diventare uno strumento di welfare per tutta la scuola
Il punto centrale dell’ipotesi riguarda il possibile utilizzo della Carta del docente anche per finalità più ampie rispetto alla formazione degli insegnanti. Tra le possibilità allo studio ci sarebbe quella di mettere risorse a disposizione del sistema di welfare scolastico, anche attraverso una revisione del borsellino elettronico.
L’obiettivo sarebbe trasformare progressivamente lo strumento in una misura capace di offrire vantaggi non soltanto ai docenti, ma anche ad altre categorie di personale scolastico, attraverso agevolazioni commerciali, servizi e ulteriori benefici.
Questo percorso potrebbe richiedere una revisione delle risorse attualmente destinate alla Carta e delle modalità con cui vengono finanziate le spese per la formazione. Il Ministero starebbe infatti valutando come conciliare il sostegno professionale agli insegnanti con un sistema di welfare più ampio. Magari coinvolgendo anche il personale ATA, finora escluso dalla Carta docenti.
Comunque, nulla è ancora certo. Sarà un decreto interministeriale, da firmare entro il 30 gennaio da Ministero dell’Istruzione e MEF, a stabilire criteri e importo della carta.




