Nuovi aumenti di stipendio dal 1° gennaio 2027 per gli statali del comparto Funzioni Centrali. Dopo gli adeguamenti retributivi già corrisposti nel corso del 2026, scatterà l’ultima tranche degli incrementi previsti dal CCNL 2025-2027, sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026.
La novità è che NoiPA ha già aggiornato gli importi stipendiali con decorrenza gennaio 2027, recependo nel sistema i nuovi valori tabellari. Non sarà quindi necessario attendere un ulteriore rinnovo contrattuale.
Gli aumenti interesseranno il personale dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici appartenenti al comparto Funzioni Centrali. Gli importi saranno differenti a seconda dell’area professionale e avranno effetti anche sulla tredicesima mensilità.
Statali, aumenti dal 1° gennaio 2027 già aggiornati su NoiPA
Il contratto delle Funzioni Centrali 2025-2027 prevede incrementi retributivi distribuiti sulle tre annualità di riferimento.
Una prima parte degli aumenti è già stata riconosciuta nel 2026, insieme agli arretrati contrattuali maturati.
Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore gli ulteriori incrementi tabellari previsti per l’ultima annualità.
NoiPA ha già inserito i nuovi importi stipendiali nel sistema, anticipando così le operazioni necessarie per l’applicazione delle retribuzioni aggiornate.
È importante distinguere l’aumento complessivo previsto dal contratto dalla differenza che il lavoratore percepirà rispetto allo stipendio del 2026.
Ad esempio, per un Funzionario l’incremento contrattuale complessivo raggiunge circa 162 euro lordi mensili, ma l’ulteriore aumento da gennaio 2027 è di 47,40 euro lordi.
Aumenti stipendiali 2027: quanto spetta a Operatori, Assistenti e Funzionari
Gli incrementi aggiuntivi previsti dal gennaio 2027 sono differenti per ciascuna area professionale.

Gli importi sono espressi al lordo delle ritenute previdenziali e fiscali e si riferiscono alla retribuzione mensile.
Per un Funzionario, l’ulteriore incremento di 47,40 euro determina un aumento annuo lordo di 616,20 euro, considerando tredici mensilità.
Per un Assistente, invece, i 39 euro mensili corrispondono a 507 euro lordi annui.
Gli aumenti riportati nella terza colonna rappresentano la differenza rispetto ai valori contrattuali del 2026, non l’intero beneficio economico del rinnovo.
NoiPA, cosa cambia nel cedolino di gennaio 2027
L’aggiornamento già effettuato da NoiPA riguarda i valori stipendiali che entreranno in vigore dal prossimo gennaio.
Per il personale amministrato attraverso la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i nuovi importi costituiscono la base per l’elaborazione delle retribuzioni con decorrenza 1° gennaio 2027.
L’inserimento preventivo delle tabelle stipendiali consente di predisporre gli adeguamenti senza dover attendere una nuova procedura di recepimento del contratto.
L’effettiva esposizione degli aumenti sul cedolino sarà verificabile con l’elaborazione della mensilità di gennaio.
Non si tratta di una nuova emissione di arretrati, ma dell’applicazione degli importi previsti per il 2027 da un contratto già definitivamente sottoscritto.
Gli incrementi contrattuali, inoltre, tengono conto dell’anticipazione economica già riconosciuta ai dipendenti. Non devono quindi essere sommati una seconda volta agli importi dell’indennità di vacanza contrattuale già assorbiti dal rinnovo.
Quanto aumenterà lo stipendio netto degli statali
Le cifre previste dal contratto sono lorde. Il beneficio netto dipenderà dalle ritenute previdenziali, dall’IRPEF e dalla situazione fiscale individuale.
Un Funzionario che riceverà 47,40 euro lordi mensili in più non troverà quindi lo stesso importo aggiuntivo nel netto dello stipendio.
La differenza dipenderà anche dall’aliquota marginale applicabile al reddito complessivo del dipendente.
Per questo motivo, lavoratori appartenenti alla stessa area professionale possono registrare incrementi netti differenti.
L’aumento dello stipendio tabellare inciderà anche sulla tredicesima, mentre gli effetti sugli altri istituti retributivi e previdenziali seguiranno le rispettive regole di calcolo.
Non è invece corretto considerare l’intero incremento contrattuale come una somma aggiuntiva rispetto allo stipendio già percepito nel 2026.




