L’INPS interviene con un chiarimento per evitare che le giornate di maltempo del 2025 lascino migliaia di operai agricoli senza il trattamento di disoccupazione.
Con la Circolare n. 149 del 3 dicembre 2025, l’Istituto chiarisce che i periodi di CISOA per emergenze climatiche, fruiti dal 1° luglio al 31 dicembre 2025, valgono come giornate di lavoro ai fini della disoccupazione agricola.
Si tratta di una svolta: il clima estremo aveva ridotto drasticamente le giornate lavorabili, compromettendo il diritto alla prestazione. Ora, invece, ogni giorno di sospensione per maltempo torna a pesare come se fosse stato lavorato.
La svolta sulle 102 giornate: la CISOA diventa utile anche per il requisito contributivo
La novità più importante riguarda il requisito delle 102 giornate nel biennio, indispensabile per ottenere la disoccupazione agricola.
La legge prevedeva l’equiparazione solo per il calcolo dell’indennità, ma non per raggiungere il requisito contributivo. L’INPS, però, su parere del Ministero del Lavoro, adotta una lettura più ampia e favorevole ai lavoratori:
👉 anche per raggiungere le 102 giornate si possono conteggiare le giornate di CISOA per emergenze climatiche. La CISOA è la cassa integrazione degli operai Agricoli.
Un punto decisivo per chi, proprio a causa del maltempo, ha potuto lavorare poco nel 2024-2025.
Attenzione: l’equiparazione vale solo per le sospensioni totali di giornata, non per le riduzioni orarie.
Chi beneficia e chi resta escluso: la platea aggiornata dei destinatari
La misura riguarda:
- OTI (operai agricoli a tempo indeterminato) assunti o licenziati nel 2025, con almeno un giorno di lavoro effettivo nell’anno;
- OTD (operai agricoli a tempo determinato) iscritti negli elenchi 2025 con almeno una giornata lavorata.
Sono esclusi invece gli OTI delle cooperative della legge 240/1984, che dal 2022 rientrano nella NASpI.
Va evidenziato che chi, sommando giornate lavorate e CISOA, supera le 182 giornate, potrebbe non ottenere vantaggi: oltre quella soglia si esaurisce lo “spazio” utile per le giornate indennizzabili.
Perché questa interpretazione evita un’ingiustizia sociale verso gli agricoli
Il 2025 è stato segnato da eventi climatici eccezionali: piogge torrenziali, grandinate, gelate improvvise. In molte zone la stagione agricola si è fermata più volte.
Senza questo intervento interpretativo, migliaia di operai avrebbero perso il diritto alla disoccupazione proprio per colpa del maltempo.
L’INPS interviene quindi come “correttivo sociale”: riconoscere la CISOA come lavoro significa evitare una penalizzazione ingiusta e assicurare agli agricoli una tutela più coerente con le difficoltà reali affrontate sul campo.
Cosa devono fare adesso gli operai agricoli per non perdere la tutela
Per sfruttare la nuova regola, i lavoratori devono:
- Verificare le giornate di CISOA fruite tra luglio e dicembre 2025.
- Accertare che siano giornate totalmente sospese (le uniche che contano).
- Controllare le giornate risultanti negli elenchi anagrafici 2025.
- Calcolare la somma tra giornate lavorate + CISOA + eventuali giornate indennizzate.
- Presentare domanda di disoccupazione agricola nei tempi previsti.
La circolare INPS 149/2025 mette una pietra definitiva sul timore diffuso tra gli operatori del settore: il maltempo non farà perdere la disoccupazione agricola. Anzi, sarà proprio la CISOA a salvare molte posizioni contributive grazie al nuovo conteggio delle 102 giornate.




