Dopo la firma del contratto scuola 2025-2027, il percorso dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego non si ferma. Il prossimo passaggio riguarda il triennio 2028-2030, per il quale il Governo ha già stanziato circa 10-11 miliardi di euro.
Si tratta di risorse che aprono alla possibilità di un nuovo confronto tra Aran e sindacati già nei prossimi mesi, con l’obiettivo di garantire continuità agli aumenti salariali anche per il personale della scuola.
Risorse già stanziate: oltre 11 miliardi per il nuovo triennio
Il dato più rilevante è che i fondi per il rinnovo 2028-2030 sono già disponibili. La legge di bilancio ha previsto uno stanziamento complessivo di circa 11 miliardi di euro per tutti i dipendenti pubblici.
Queste risorse si aggiungono a quelle già utilizzate per il triennio 2025-2027 e rappresentano una base concreta per avviare le nuove trattative.
L’obiettivo dichiarato è quello di evitare ritardi nei rinnovi contrattuali e garantire aumenti continui nel tempo.
Verso un nuovo confronto Aran-sindacati dopo la firma del contratto attuale
Una volta completata la firma definitiva del contratto 2025-2027, Aran e sindacati potrebbero tornare al tavolo per aprire il nuovo negoziato.
Il passaggio non è immediato, ma la presenza delle risorse già stanziate accelera i tempi.
La prospettiva è quella di avviare il confronto sul nuovo contratto senza le lunghe attese viste in passato, dando continuità alla contrattazione nel comparto Istruzione e Ricerca.
Aumenti previsti: un altro +6% nel triennio 2028-2030
Le prime indicazioni sulle risorse disponibili portano a una stima chiara: anche per il prossimo triennio si va verso un aumento complessivo intorno al 6%.
Come già avvenuto per il contratto 2025-2027, gli incrementi saranno distribuiti nel tempo:
- primo aumento nel 2028
- ulteriore crescita nel 2029
- pieno effetto nel 2030
Questo schema consente di diluire gli aumenti e garantire un impatto progressivo sulle buste paga.
Scuola, ATA e AFAM: chi sarà coinvolto nel nuovo rinnovo
Il rinnovo 2028-2030 riguarderà l’intero comparto pubblico, compreso il settore Istruzione e Ricerca.
Saranno quindi coinvolti:
- docenti
- personale ATA
- personale AFAM
Gli aumenti interesseranno sia gli stipendi tabellari sia le altre voci fisse della retribuzione, seguendo un’impostazione simile a quella adottata nel contratto attuale.
Una strategia fino al 2030: continuità negli aumenti ma nodo inflazione
Il nuovo stanziamento si inserisce in una strategia più ampia. L’obiettivo del Governo è garantire rinnovi contrattuali regolari fino al 2030.
Il ministro per la Pubblica Amministrazione ha definito questo percorso un risultato importante per il settore pubblico.
Resta però aperta la questione del potere d’acquisto. I sindacati continuano a chiedere risorse aggiuntive per compensare pienamente l’inflazione, tema che sarà centrale anche nel prossimo negoziato.
Tabella riassuntiva





