Si è chiusa il 13 aprile la finestra per la presentazione delle domande per la nomina a commissari esterni e Presidenti di commissione per la Maturità 2026.
Conclusa questa fase, si entra ora nel momento delle nomine da parte degli Uffici Scolastici, che individueranno i docenti chiamati a far parte delle commissioni d’esame.
Ma cosa accade se un docente nominato non può partecipare? La normativa prevede regole precise.
Dopo la domanda, arriva la nomina
Terminata la raccolta delle istanze, gli Uffici Scolastici procedono all’assegnazione degli incarichi, tenendo conto delle disponibilità dei docenti, delle classi di concorso e delle esigenze organizzative delle commissioni.
Una volta ricevuta la nomina, il docente è tenuto a prendere servizio per lo svolgimento degli esami.
L’obbligo di partecipazione
La partecipazione alla maturità 2026, in caso di nomina, non è facoltativa.
Per i docenti individuati come commissari esterni o Presidenti, l’incarico rappresenta un vero e proprio obbligo di servizio. Di conseguenza, non è possibile rinunciare liberamente all’incarico.
Quando è possibile non partecipare
Esistono però situazioni in cui è possibile giustificare l’assenza. Si tratta di casi specifici, che devono essere adeguatamente documentati, tra cui:
- gravi motivi di salute;
- situazioni personali o familiari particolarmente rilevanti;
- cause di forza maggiore documentate.
In queste circostanze, il docente deve comunicare tempestivamente l’impossibilità a partecipare all’Ufficio Scolastico competente.
Sostituzioni e nuove nomine
Quando un docente nominato non può svolgere l’incarico per motivi validi, l’amministrazione procede con una sostituzione.
Le nomine sostitutive possono avvenire attingendo da altri docenti che hanno presentato domanda oppure in mancanza, individuando d’ufficio personale in possesso dei requisiti.
L’obiettivo è garantire il corretto funzionamento delle commissioni e il regolare svolgimento degli esami.
Attenzione alle rinunce non giustificate
Nel caso di rinuncia senza motivazione valida, il docente può andare incontro a responsabilità disciplinari.
L’incarico agli Esami di Stato è infatti considerato a tutti gli effetti un dovere professionale, e il mancato adempimento può comportare conseguenze sul piano amministrativo.
Le prossime fasi
Dopo la chiusura delle domande, quindi, i passaggi successivi saranno:
- pubblicazione delle nomine dei commissari e Presidenti;
- eventuali sostituzioni in caso di impedimenti;
- avvio delle operazioni preliminari degli Esami di Stato.
Per i docenti coinvolti, è quindi importante monitorare le comunicazioni ufficiali e prepararsi per tempo a un incarico che rappresenta un momento centrale della vita scolastica.




