Assegno di Inclusione: Arretrati Carichi di Cura Pagati con gli Accrediti di Aprile

Con la ricarica dell’Assegno di Inclusione di aprile, prevista tra il 27 e il 28 aprile 2026, si torna a parlare di carichi di cura. Il tema riguarda molte famiglie che attendono il riconoscimento completo dell’importo spettante. Proprio come avvenuto lo scorso anno, anche questa volta l’INPS potrebbe procedere con il pagamento degli arretrati insieme alla ricarica mensile.

Cosa sono i carichi di cura e come incidono sull’importo

I carichi di cura rappresentano una maggiorazione dell’ADI legata alla presenza nel nucleo familiare di persone fragili. Si tratta, ad esempio, di disabili, soggetti non autosufficienti, bambini sotto i tre anni oppure famiglie con almeno tre figli minori. Questa componente viene calcolata attraverso un coefficiente aggiuntivo nella scala di equivalenza, pari a 0,40.

Di conseguenza, quando riconosciuti correttamente, i carichi di cura aumentano – anche in in modo significativo – l’importo mensile dell’assegno. Tuttavia, non sempre vengono inseriti fin dall’inizio e proprio da qui nascono i conguagli.

Ricarica di aprile 2026: possibile pagamento degli arretrati

Guardando a quanto successo nel 2025 (per approfondire clicca qui), l’INPS aveva effettuato un ricalcolo generale delle domande già in pagamento. In quell’occasione, con la ricarica di aprile, erano stati accreditati anche gli arretrati dei carichi di cura in un’unica soluzione.

Seguendo lo stesso schema, anche per aprile 2026 si prevede un’operazione simile. Le somme non ancora riconosciute potrebbero essere pagate direttamente nella ricarica prevista tra il 27 e il 28 del mese. Si tratterebbe quindi di un importo più alto rispetto al normale accredito mensile. Va sottolineato che ogni situazione è personale e diversa dalle altre, quindi non è possibile prevedere che tali importi siano ricaricati a tutti, nel mese di aprile.

Come vengono pagati i carichi di cura

È importante chiarire che i carichi di cura non vengono erogati separatamente. Una volta riconosciuti, entrano stabilmente nell’importo dell’ADI. In caso di ritardi o mancate attribuzioni iniziali, l’INPS procede con un ricalcolo e liquida gli arretrati in un’unica soluzione.

Per questo motivo, la ricarica di aprile rappresenta spesso un momento chiave per verificare eventuali aumenti e recuperi spettanti.