Colpo di scena sull’isopensione. Dopo l’annuncio della proroga fino al 2029 contenuta nella bozza del decreto Lavoro elaborato dal Governo, nella versione definitiva pubblicata in Gazzetta Ufficiale quella misura non c’è più. Una differenza non da poco, che cambia le prospettive per chi contava sull’uscita dal lavoro con 7 anni di anticipo (ad esempio i nati tra il 1967 e il 1969).
La proroga dell’anticipo della pensione era nella bozza del decreto
Nelle prime versioni del provvedimento, circolate prima dell’approvazione definitiva, era chiaramente prevista l’estensione dell’isopensione fino al 2029. Era contenuta nell’articolo 19:

Si trattava di una modifica importante che avrebbe mantenuto il limite massimo di anticipo della pensione a 7 anni, evitando il ritorno ai 4 anni previsto dal 2027.
Anticipo della pensione, cosa è successo nella versione finale
Nel decreto definitivo approdato in Gazzetta Ufficiale, però, quella norma è scomparsa. Questo significa che, al momento, la proroga non è stata confermata.
Di conseguenza, salvo nuovi interventi, resta valido il quadro già previsto: dal 2027 l’isopensione dovrebbe tornare a un anticipo massimo più ridotto (a 4 anni). Infatti, senza la proroga, dal 2027 i requisiti tornano più rigidi, con la possibilità di andare in pensione più vicina ai 63 anni o con molti più contributi. Salta dunque l’anticipo a 60 anni o con 35 anni e 10 mesi di contributi.
Cos’è l’Isopensione
L’isopensione è uno strumento previsto dall’art. 4 della legge Fornero (legge 92 del 2012) che consente alle aziende con almeno 15 dipendenti di accompagnare alla pensione i lavoratori vicini ai requisiti previdenziali. L’azienda paga un assegno mensile e i contributi fino alla maturazione della pensione.
Perché l’isopensione è saltata
Quando una norma compare in bozza ma non nel testo finale, il motivo è quasi sempre legato alle risorse economiche.
La proroga dell’isopensione ha un costo elevato, perché implica il prolungamento degli assegni e dei contributi figurativi a carico delle aziende per più anni. È probabile quindi che, con le risorse disponibili per il decreto Lavoro, non ci fosse spazio per finanziare anche questa misura. In altre parole, la volontà c’era, ma i fondi no.
Il fatto che la norma fosse già scritta è però un segnale importante. Non si tratta di un’idea ancora da costruire, ma di un intervento già pronto. Questo lascia intendere che la proroga potrebbe tornare presto, magari in un prossimo provvedimento dedicato al lavoro o alla previdenza, quando saranno disponibili le risorse necessarie.
Cosa cambia adesso per chi punta all’isopensione
Per il momento, quindi, non cambia nulla rispetto alle regole attuali. Chi contava sulla proroga dovrà attendere eventuali nuovi interventi normativi.
Resta però uno scenario aperto: la misura non è stata accantonata, ma solo rinviata. E proprio per questo potrebbe tornare nei prossimi mesi, se verranno trovate le coperture economiche necessarie.




