Dal 14 maggio 2026 è possibile inviare il Modello 730 precompilato tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate oppure rivolgendosi a Caf e professionisti abilitati. Per molti contribuenti, però, la dichiarazione dei redditi potrebbe chiudersi con un conguaglio a debito, cioè con imposte da pagare invece che con un rimborso.
In questi casi bisogna fare attenzione alle trattenute in busta paga o pensione, alla possibilità di rateizzare gli importi e alle scadenze previste per il saldo e gli acconti.
730 a debito con sostituto d’imposta: quando partono le trattenute
Se il modello 730 viene presentato con sostituto d’imposta, sarà direttamente il datore di lavoro oppure l’ente pensionistico ad effettuare il recupero delle somme dovute.
Per i lavoratori dipendenti, le trattenute vengono effettuate sulla prima retribuzione utile e comunque sulla mensilità successiva a quella in cui il sostituto riceve il prospetto di liquidazione inviato dall’Agenzia delle Entrate.
Questo significa che i conguagli a debito possono comparire già nelle buste paga estive.
Per i pensionati, invece, il recupero degli importi avviene a partire dal secondo mese successivo a quello di ricezione del prospetto di liquidazione da parte dell’ente pensionistico.
Rateizzazione del debito: come funziona nel 2026
Chi presenta un 730 a debito può scegliere di non pagare tutto in un’unica soluzione.
È infatti possibile richiedere la rateizzazione degli importi dovuti fino ad un massimo di 5 rate mensili, con applicazione di un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima.
La scelta deve essere comunicata al Caf o al professionista durante la compilazione della dichiarazione.
Bisogna però ricordare che il secondo o unico acconto Irpef o della cedolare secca non può essere rateizzato. Questa somma viene trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta sulla retribuzione o pensione del mese di novembre.
730 senza sostituto: pagamento con modello F24
Diversa la situazione per chi presenta il modello 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il Caf o l’intermediario consegna al contribuente i modelli F24 necessari per il pagamento delle somme dovute.
Il saldo e il primo acconto devono essere versati entro il 30 giugno 2026 oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.
Anche in questo caso è possibile scegliere il pagamento rateale. Le rate successive alla prima prevedono l’applicazione degli interessi di rateizzazione stabiliti dalla normativa fiscale.
Il secondo o unico acconto eventualmente dovuto dovrà invece essere versato entro il 30 novembre 2026 tramite modello F24.




