Confindustria ammette: “I salari sono troppo bassi”. Allarme anche sui Contratti migliori: Metalmeccanici, Chimici ed Energia

orsini

Durante l’assemblea di Confindustria, svoltasi oggi a Roma, il presidente Emanuele Orsini ha affrontato in modo diretto uno dei temi più delicati per il lavoro italiano: quello delle retribuzioni basse. L’evento è stato seguito anche dalla Redazione di TuttoLavoro24.it.

Nel suo intervento, Orsini ha rivendicato il confronto aperto con le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl, Uil, e il lavoro comune portato avanti sui contratti nazionali e sulla sicurezza sul lavoro. Ma il passaggio più significativo è arrivato quando il presidente di Confindustria ha ammesso che il problema salariale resta aperto anche nei comparti industriali che applicano i contratti più forti.

“Ma in Italia resta aperta la questione salariale. Lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla”.

Parole che hanno un peso particolare perché arrivano dal mondo industriale che, storicamente, garantisce le retribuzioni più alte rispetto ad altri settori produttivi.

Il riferimento ai contratti industriali più forti

Nel suo discorso, Orsini non ha citato direttamente i comparti industriali interessati. Tuttavia, il riferimento ai “migliori contratti” richiama chiaramente i grandi contratti nazionali dell’industria, quelli che negli ultimi anni hanno assicurato aumenti salariali più consistenti rispetto ad altri settori. Parliamo di metalmeccanica, energia-petrolio, chimica. I contratti che da sempre garantiscono aumenti salariali più alti. Il contratto dei metalmeccanici firmato da Federmeccanica-Assistal e i sindacati Fim-Fiom-Uilm prevede anche un sistema di adeguamento automatico dei salari all’inflazione IPCA NEI.

Lo stesso presidente di Confindustria ha spiegato che il nodo delle basse retribuzioni non riguarda soltanto il lavoro povero o i contratti pirata, ma rappresenta ormai un problema strutturale per il Paese.

“Le basse retribuzioni allontanano i giovani dall’Italia. Troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti”.

Contratti pirata e salari insufficienti

Orsini ha poi difeso il lavoro comune avviato con i sindacati per contrastare i contratti pirata.

“Da questo binomio tra contratto “buono” e salario “giusto” può nascere un patto di responsabilità per superare i contratti pirata, che deprimono redditi e diritti dei lavoratori e fanno concorrenza sleale a chi, come la manifattura, assicura migliori retribuzioni e migliore welfare aziendale”.

Secondo il presidente di Confindustria, il tema salariale riguarda anche la competitività del sistema Italia.

“I salari bassi incidono negativamente sulla qualità della vita delle persone, sulla natalità e frenano la domanda interna, che resta il principale mercato per la maggior parte delle imprese, e l’unico per molte piccole realtà”.