Succede frequentemente che i dipendenti del Comparto Scuola, oppure i CAF o i commercialisti, in occasione dell’elaborazione del Modello 730 indichino la Scuola come sostituto d’imposta.
Cosa succede in questo caso?
Modello 730: la Scuola non è mai sostituto d’imposta dei propri dipendenti
Ogni anno, nel periodo delle dichiarazioni fiscali, molti dipendenti del Comparto Scuola commettono lo stesso errore: indicano la propria Scuola come sostituto d’imposta nel modello 730.
Un errore molto frequente, che spesso viene commesso anche da CAF e commercialisti, ma che può creare problemi nella gestione dei rimborsi IRPEF.
Nel settore privato, infatti, il sostituto d’imposta coincide normalmente con il datore di lavoro. Nel pubblico impiego, invece, la situazione è diversa.
Per il personale della Scuola, il vero sostituto d’imposta è il DAG-DSII, cioè NoiPA, i cui dati risultano correttamente riportati nella Certificazione Unica (CU).
Molti dipendenti indicano la Scuola come sostituto d’imposta. Perché?
L’errore nasce da un dettaglio tecnico che trae facilmente in inganno. Le istituzioni scolastiche possono infatti emettere Certificazioni Uniche per alcune tipologie di compensi e, proprio per questo motivo, compaiono anche nel menu a tendina dei sostituti d’imposta presenti nei modelli precompilati dell’Agenzia delle Entrate.
Chi non conosce bene il funzionamento del sistema fiscale tende quindi a selezionare automaticamente la Scuola, pensando che coincida con il proprio sostituto.
Ma per stipendi e conguagli fiscali del personale scolastico il soggetto competente resta NoiPA.
Cosa deve fare la Scuola quando riceve il modello 730-4
Quando una Scuola riceve erroneamente un modello 730-4 relativo a un dipendente gestito da NoiPA, deve procedere rapidamente con il diniego della comunicazione.
L’operazione va effettuata entro cinque giorni dalla ricezione del modello.
La procedura da seguire
Aprire e stampare la ricevuta tramite il Desktop Telematico come prova dell’avvenuta operazione.
Scaricare il modello 730-4 relativo ai redditi dell’anno precedente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione:
“Gestione modelli 730-4 (riservato ai sostituti d’imposta e intermediari)”.
Aprire il file con estensione “.rcc” tramite la sezione “Ricevute” del Desktop Telematico.
Generare, aprire e stampare il file con estensione “.rel” utilizzando il software “Stampa 730-4” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Utilizzare i dati presenti nel modello stampato per compilare la Comunicazione di diniego nell’apposita area dell’AdE.
Cosa deve fare il dipendente che ha sbagliato il sostituto
Anche il dipendente deve intervenire rapidamente per evitare ritardi nei rimborsi fiscali.
La prima soluzione è tentare la modifica del sostituto d’imposta attraverso il CAF, il commercialista oppure direttamente tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, se ancora possibile.
Quando invece la correzione non è più consentita, sarà necessario presentare un modello Redditi Persone Fisiche integrativo.
In questo caso il credito fiscale non andrà perso, ma il rimborso verrà recuperato successivamente, generalmente nell’anno seguente.
Un errore comune che può rallentare i rimborsi
Quello del sostituto d’imposta errato è un problema molto più diffuso di quanto si pensi nel mondo della Scuola.
La presenza delle istituzioni scolastiche nei menu dell’Agenzia delle Entrate genera infatti confusione sia tra i lavoratori sia tra gli intermediari fiscali meno esperti delle particolarità del sistema NoiPA.
Per questo motivo è importante controllare sempre con attenzione i dati riportati nella Certificazione Unica e verificare che nel modello 730 venga indicato correttamente il sostituto d’imposta: DAG-DSII / NoiPA.




