Statali, pronti Aumenti e Premi “Superiori all’Inflazione”. Garantisce il Ministro

Si avvicina la firma del rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, il contratto che interessa i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. In un’intervista rilasciata a Il Messaggero in edicola l’8 giugno 2026, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo si è detto fiducioso sulla possibilità di arrivare rapidamente alla sottoscrizione dell’accordo e ha lanciato un messaggio rassicurante sul tema che più interessa i lavoratori: la tenuta delle retribuzioni rispetto all’aumento del costo della vita.

Il rinnovo e l’attesa della firma

Secondo il ministro, la firma del contratto potrebbe arrivare a breve. Zangrillo ha evidenziato come il possibile riavvicinamento delle organizzazioni sindacali rappresenti un segnale importante, definendolo «un risultato assolutamente positivo».

Il nuovo contratto coprirà il triennio 2025-2027 e arriva in una fase caratterizzata da nuove tensioni sui prezzi e dall’incertezza economica legata allo scenario internazionale. E qui torna necessariamente al centro del dibattito il tema dell’adeguatezza degli aumenti stipendiali, rispetto al rialzo dei prezzi, in particolare quelli energetici. Vediamo cosa dice il Ministro in proposito.

Aumenti e recupero del potere d’acquisto

Nell’intervista il ministro ha richiamato i risultati ottenuti con il precedente rinnovo contrattuale. Secondo Zangrillo, limitarsi a osservare gli aumenti tabellari non restituisce il quadro completo degli incrementi riconosciuti ai dipendenti pubblici.

«L’aumento del valore “tabellare” delle retribuzioni è stato del 6%. Ma considerando gli interventi sulle altre voci, dalle indennità specifiche fino ai premi di produzione, l’aumento reale delle buste paga è stato del 13%».

Un incremento che, secondo il titolare della Funzione Pubblica, ha consentito di contrastare gli effetti dell’inflazione e recuperare parte del potere d’acquisto perso negli anni precedenti. Per conoscere tutti gli aumenti stipendiali e gli importi arretrati in arrivo clicca qui.

Perché gli aumenti dovrebbero battere l’inflazione

Alla domanda sui rischi derivanti dalla recente ripresa dell’inflazione, Zangrillo ha ribadito la propria fiducia negli effetti del nuovo contratto. «Lo scorso anno l’inflazione è stata dell’1,5%, mentre l’aumento che sarà riconosciuto è superiore».

Il ministro ha inoltre sottolineato che la fiammata dei prezzi registrata negli ultimi mesi potrebbe attenuarsi una volta superate le attuali tensioni energetiche.

Per questo motivo si è detto convinto che, a consuntivo, i lavoratori pubblici vedranno una crescita delle retribuzioni superiore all’andamento del costo della vita. «Quando si tireranno le somme, gli incrementi delle buste paga risulteranno superiori all’aumento tabellare, così come è avvenuto per lo scorso triennio», ha assicurato Zangrillo.