Assegno Unico, Scendono i Beneficiari Ma gli Importi Saranno Più Alti? Cosa Dicono i Dati INPS

Negli ultimi due anni il numero dei figli che ricevono l’Assegno Unico è diminuito, mentre l’importo medio riconosciuto alle famiglie è aumentato. È quindi naturale chiedersi se esista un collegamento tra questi due fenomeni. E inoltre: con la riduzione del numero dei beneficiari, il Governo potrà prevedere politiche finalizzate a far salire gli importi? I dati dell’Osservatorio Inps aggiornati a marzo 2026 mostrano che la platea dei beneficiari si sta riducendo a causa del calo demografico, ma allo stesso tempo gli assegni stanno diventando più consistenti grazie alle rivalutazioni e alle modifiche introdotte dal legislatore.

I beneficiari diminuiscono insieme alla popolazione under 21

Dopo l’introduzione dell’Assegno Unico nel 2022, il numero dei figli raggiunti dalla misura era progressivamente aumentato fino a toccare il picco di 9,7 milioni a marzo 2024.

Da quel momento è iniziata una fase diversa. A marzo 2026 i figli beneficiari risultavano 348.753 in meno rispetto allo stesso mese del 2024. Anche confrontando la media del primo trimestre 2026 con quella del primo trimestre 2024 emerge una riduzione di circa 254 mila beneficiari, pari al 2,6%.

Secondo l’analisi riportata dall’Osservatorio, il fenomeno riflette il calo della popolazione under 21, diminuita di circa 285 mila unità tra il 2024 e il 2026. Ancora più marcata la riduzione tra i minorenni, pari al 3,5%.

Gli importi medi continuano invece a crescere

Mentre la platea si restringe, l’importo medio dell’Assegno Unico è aumentato nel tempo.

Si è passati da circa 150 euro per figlio nel 2022 a 174 euro nel 2025. A gennaio 2026 l’Inps ha inoltre applicato un ulteriore adeguamento all’inflazione dell’1,4%.

A incidere sono anche le maggiorazioni introdotte negli ultimi anni, tra cui l’aumento del 50% per il primo anno di vita del figlio e quello previsto fino ai tre anni di età per le famiglie con almeno tre figli e Isee inferiore a 40 mila euro.

Il ruolo della riforma Isee

Un contributo all’aumento degli importi arriva anche dalle modifiche all’Isee. Dopo l’esclusione dei titoli di Stato fino a 50 mila euro, la Manovra 2026 ha aumentato la franchigia sulla prima casa e modificato la scala di equivalenza a favore dei nuclei con due o più figli.

I dati del primo trimestre 2026 mostrano infatti che le famiglie con almeno due figli hanno registrato un incremento medio dell’assegno dell’1,3%, mentre per quelle con un solo figlio non si rilevano variazioni significative.

C’è un collegamento tra meno beneficiari e assegni più alti?

I dati non mostrano un aumento automatico dell’importo per effetto della riduzione dei beneficiari. Tuttavia emerge un altro elemento significativo: nonostante gli assegni medi siano cresciuti, la spesa complessiva sostenuta dall’Inps è rimasta sostanzialmente stabile.

Nel primo trimestre del 2026 sono stati erogati 4,93 miliardi di euro, contro i 5 miliardi dello stesso periodo del 2024. In pratica, l’aumento degli importi è stato in larga parte compensato dal calo dei beneficiari.

L’analisi evidenzia quindi che la denatalità sta riducendo progressivamente il numero dei destinatari della misura, mentre il Governo continua a intervenire sugli importi e sulle regole Isee per rafforzare il sostegno economico alle famiglie che percepiscono l’Assegno Unico.

In futuro assegni ancora più elevati?

I dati in sé per sé non consentono di affermare che la riduzione dei beneficiari determini automaticamente un aumento dell’Assegno Unico. Tuttavia il processo di rafforzamento della misura è già in atto attraverso le modifiche all’Isee, le maggiorazioni e gli adeguamenti all’inflazione. Se la denatalità continuerà a ridurre la platea dei destinatari e le risorse pubbliche rimarranno stabili, le famiglie con figli potrebbero beneficiare nel tempo di importi medi sempre più elevati.