Chi pensava di dover correre in Comune entro l’estate per sostituire la vecchia carta d’identità cartacea può tirare un sospiro di sollievo. Il Governo ha deciso di concedere più tempo a milioni di cittadini italiani, rinviando la fine della validità dei documenti cartacei che rischiava di creare disagi soprattutto alle persone più anziane e a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi digitali.
La novità è importante perché evita una corsa contro il tempo che, nelle ultime settimane, aveva già messo sotto pressione molti uffici comunali. Ma attenzione: il rinvio non vale per tutti i casi e ci sono situazioni in cui sarà comunque necessario richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
La carta d’identità cartacea resta valida fino al 31 gennaio 2027
La data del 3 agosto 2026, che avrebbe segnato l’addio generalizzato alle vecchie carte d’identità cartacee, non sarà più il termine ultimo.
Un emendamento inserito nel decreto legge sullo sport approvato il 16 giugno dal Consiglio dei ministri prevede infatti una nuova fase transitoria. In pratica, le carte d’identità cartacee continueranno a essere valide fino alla loro naturale scadenza, purché questa non superi il 31 gennaio 2027.
La nuova data diventa quindi il riferimento per la sostituzione definitiva dei vecchi documenti con la Carta d’Identità Elettronica.
Perché il Governo ha deciso di rinviare la scadenza della carta d’identità cartacea
La decisione nasce da un problema molto concreto: l’aumento delle richieste di rilascio della CIE negli ultimi mesi.
Con l’avvicinarsi della precedente scadenza, molti cittadini hanno cercato di prenotare un appuntamento presso il proprio Comune, causando un forte incremento delle domande e tempi di attesa sempre più lunghi. In molte città, inoltre, le prenotazioni vengono gestite quasi esclusivamente online. Una modalità che può rappresentare un ostacolo per chi ha poca dimestichezza con internet, smartphone e servizi digitali.
Il rischio era quello di lasciare senza un documento valido migliaia di persone che, pur volendo adeguarsi alle nuove regole, non riuscivano a ottenere la CIE in tempo.
Chi beneficia maggiormente del rinvio
La proroga è stata pensata soprattutto per le categorie più fragili. Tra queste ci sono:
- gli anziani che utilizzano poco gli strumenti digitali;
- le persone che vivono sole e hanno difficoltà a prenotare online;
- chi risiede in Comuni con tempi di attesa particolarmente lunghi;
- i cittadini con problemi di mobilità o difficoltà negli spostamenti.
L’obiettivo è evitare che queste persone si trovino improvvisamente escluse da servizi essenziali semplicemente perché non sono riuscite a ottenere in tempo il nuovo documento elettronico.
Il documento provvisorio per chi ha urgenza
Fino alla fine del 2027 i sindaci potranno inoltre rilasciare una carta d’identità provvisoria nei casi di particolare necessità. Il documento avrà una validità massima di sei mesi e non sarà rinnovabile.
Si tratta di una soluzione pensata per garantire la continuità dell’identificazione personale mentre si attende l’emissione della Carta d’Identità Elettronica definitiva.
Carta d’Identità cartacea non vale per l’espatrio
La proroga non risolve però ogni situazione. Per viaggiare all’estero continueranno infatti a valere le regole europee che puntano a uniformare gli standard di sicurezza dei documenti d’identità. Per passare il confine servirà quindi la Carta d’Identità Elettronica chiesta dal Regolamento Ue 2025/1208 approvato a giugno 2025.
Per questo motivo chi deve espatriare farebbe bene a verificare con attenzione la validità del proprio documento e, se necessario, richiedere per tempo la Carta d’Identità Elettronica. Per l’espatrio resta comunque valido il documento provvisorio di sei mesi.
CIE e accesso ai servizi pubblici: un’alternativa gratuita allo SPID
Negli ultimi anni la Carta d’Identità Elettronica è diventata sempre più centrale nell’accesso ai portali pubblici. Con la CIE si può entrare nei servizi di:
- INPS,
- Agenzia delle Entrate,
- Fascicolo Sanitario Elettronico,
- Comuni,
- Regioni,
- portali della Pubblica Amministrazione.
Il vantaggio principale è che non esistono canoni annuali da pagare: una volta ottenuta la carta, l’accesso ai servizi digitali resta gratuito.
SPID a pagamento: cosa cambia per milioni di italiani
La convenienza della CIE aumenta anche alla luce delle novità che riguardano lo SPID, per il quale molti provider hanno inserito un canone annuale.
Dal 1° gennaio 2026 anche PosteID, il sistema SPID più utilizzato dagli italiani, è diventato a pagamento. Gli utenti devono versare un contributo annuale di 6 euro a partire dal secondo anno di utilizzo del servizio. Stesso discorso vale anche per gli altri provider, come Aruba, InfoCert, ecc., che avevano introdotto un canone già prima di Poste.
Per questo motivo molti cittadini stanno valutando di utilizzare direttamente la Carta d’Identità Elettronica come strumento principale di accesso ai servizi pubblici.
La proroga della carta cartacea offre più tempo per organizzarsi, ma la direzione ormai è chiara: il futuro dell’identità digitale passa sempre di più dalla CIE, che permette di accedere gratuitamente ai servizi della Pubblica Amministrazione senza dipendere da abbonamenti o canoni periodici.




