Statali, Premio Fuori dalla Busta Paga: Cosa Cambia per i Dirigenti

Una delle novità più discusse della riforma della Pubblica amministrazione cambia già volto. A poche settimane dall’entrata in vigore delle nuove regole sul merito, il Governo è intervenuto con un correttivo che modifica il destino di una parte delle risorse legate ai premi dei dirigenti. Una decisione che riguarda migliaia di lavoratori statali e che punta a ridisegnare il sistema degli incentivi.

Cosa cambia con il nuovo decreto sulla Pubblica amministrazione

Il Consiglio dei ministri ha inserito nel decreto sulla Pubblica amministrazione un primo correttivo alla riforma delle carriere pubbliche approvata a luglio.

La modifica riguarda i premi di risultato destinati ai dirigenti pubblici. La riforma aveva introdotto criteri più selettivi per assegnarli, prevedendo che solo una quota limitata dei dirigenti potesse ricevere il riconoscimento economico (massimo il 30% di loro).

Questo significa che una quota delle risorse stanziate per i premi potrebbe non essere utilizzata ogni anno. Ed è proprio su queste somme avanzate che interviene il nuovo decreto, stabilendo una destinazione diversa rispetto a quella prevista inizialmente.

Premi non assegnati: non finiranno più ad altri dipendenti

Nella versione originaria della riforma, le risorse non utilizzate per i premi dei dirigenti sarebbero confluite nel fondo destinato al personale non dirigente. Con il nuovo decreto questo meccanismo viene superato.

Le somme che non saranno distribuite come premi resteranno infatti nell’area della dirigenza e verranno utilizzate per finanziare attività di formazione e aggiornamento professionale.

In pratica, i fondi non entreranno nella busta paga di altri lavoratori statali, ma saranno destinati a rafforzare le competenze dei dirigenti pubblici.

Premi non assegnati per finanziare la formazione dei dirigenti

Secondo il Governo, destinare queste risorse alla formazione consentirà di migliorare le competenze della dirigenza pubblica e di sostenere il percorso di modernizzazione della Pubblica amministrazione. L’idea è quella di trasformare i risparmi derivanti dalla distribuzione più selettiva dei premi in investimenti per l’aggiornamento professionale, anziché redistribuirli come salario accessorio agli altri dipendenti pubblici.

La modifica potrebbe avere effetti particolarmente rilevanti nelle amministrazioni che in passato distribuivano i premi in modo più uniforme.

Le reazioni dei dirigenti pubblici

Il correttivo è stato accolto positivamente dall’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato (Unadis), che ha spiegato di aver sostenuto questa soluzione durante il confronto con il Governo.

L’associazione ritiene che mantenere le risorse nell’ambito della dirigenza rappresenti infatti una scelta coerente con gli obiettivi della riforma e permetta di investire sulla qualità della gestione amministrativa attraverso percorsi di formazione continua.