Statali, Bloccati Aumenti fino a 180 Euro e 6.000 Euro di Arretrati: Cosa è Successo

Brusco stop per circa 13mila dipendenti pubblici che aspettavano aumenti di stipendio e il pagamento degli arretrati. La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia non ha infatti certificato l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo 2022-2024 del Comparto unico regionale, facendo così slittare gli incrementi economici già concordati.

Per alcuni lavoratori la somma degli arretrati può arrivare fino a circa 6.000 euro, mentre gli aumenti mensili previsti dal rinnovo oscillano, a seconda dell’inquadramento, tra 114 e 180 euro lordi.

Aumenti e arretrati: cosa viene bloccato

Il rinnovo riguarda il personale della Regione Friuli Venezia Giulia e degli Enti locali e arriva dopo una lunga trattativa tra le parti. L’accordo prevedeva il recupero economico relativo al triennio 2022-2024, con incrementi delle retribuzioni e il conseguente riconoscimento delle somme maturate nei mesi precedenti.

Proprio per questo lo stop pesa particolarmente sui lavoratori: non si tratta soltanto di aspettare qualche decina di euro in più sulla busta paga, ma di somme arretrate che, nelle situazioni più rilevanti, possono raggiungere circa 6mila euro.

Nel pacchetto economico sono previste anche altre misure, tra cui un welfare fino a 800 euro annui per dipendente e l’aumento del valore del buono pasto da 7 a 10 euro.

Perché la Corte dei Conti ha detto no

Alla base della mancata certificazione ci sono soprattutto questioni legate alla sostenibilità finanziaria dell’accordo. Secondo quanto riportato da ANSA, il costo complessivo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai 50 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero circa 2,3 milioni per l’incremento dei buoni pasto.

Tra i rilievi emerge inoltre la necessità di verificare l’impatto degli aumenti sui bilanci degli Enti locali e il divario retributivo che verrebbe a crearsi rispetto ai dipendenti degli enti locali delle altre Regioni italiane.

Cosa succede adesso ai 13mila lavoratori

La mancata certificazione non significa necessariamente che aumenti e arretrati siano definitivamente cancellati. Significa però che, allo stato attuale, il contratto non può produrre gli effetti economici attesi secondo il percorso previsto.

Per i circa 13mila lavoratori coinvolti, dunque, si apre una fase di attesa. Sarà necessario capire come Regione e parti firmatarie risponderanno ai rilievi della magistratura contabile e se sarà possibile intervenire sull’accordo per arrivare alla certificazione e sbloccare finalmente aumenti di stipendio e arretrati.