Metalmeccanici, Dopo il Congedo Priorità allo Smart Working: Chi Ne Ha Diritto

Chi affronta una malattia oncologica, invalidante o cronica può avere una tutela importante al rientro al lavoro: la priorità nell’accesso allo smart working, quando la mansione lo consente.

Il rinnovo del CCNL per l’industria metalmeccanica privata e l’installazione di impianti, firmato il 22 novembre 2025 da Federmeccanica e Assistal con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, recepisce nel contratto questa tutela introdotta dalla Legge 18 luglio 2025, n. 106.

Il diritto previsto dalla legge non riguarda però soltanto chi applica questo contratto: la tutela legislativa opera anche negli altri settori e CCNL, quando ricorrono i requisiti previsti dalla norma.

Chi può avere la priorità sullo smart working

La tutela riguarda i dipendenti con malattie oncologiche oppure invalidanti o croniche, anche rare, che comportano un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

La condizione deve risultare da certificazione medica secondo quanto prevede la Legge n. 106/2025.

Per questi lavoratori la legge riconosce specifiche tutele durante la malattia e nella fase di rientro.

Il congedo può durare fino a 24 mesi

Dopo aver esaurito gli altri periodi di assenza giustificata, il lavoratore può chiedere un congedo continuativo o frazionato fino a 24 mesi.

Durante questo periodo conserva il posto, ma non riceve la retribuzione e non può svolgere altre attività lavorative.

Il congedo, inoltre, non produce anzianità di servizio e non genera automaticamente contribuzione previdenziale. La Legge 106/2025 consente però il riscatto del periodo secondo le condizioni previste dalla normativa.

Al rientro scatta la priorità sul lavoro agile

Terminato il congedo, arriva il passaggio che interessa direttamente il ritorno in azienda.

La legge riconosce al dipendente il diritto ad accedere prioritariamente al lavoro agile, purché la prestazione possa svolgersi in questa modalità.

Il rinnovo Federmeccanica-Assistal richiama questa previsione all’interno della disciplina contrattuale applicata ai metalmeccanici dell’industria.

Per il lavoratore significa quindi poter far valere una priorità nell’accesso allo smart working rispetto alla gestione ordinaria, sempre nel rispetto della compatibilità della mansione.

Non significa smart working automatico

La priorità non trasforma qualsiasi attività in lavoro da remoto.

La stessa Legge 106/2025 condiziona infatti la tutela alla possibilità concreta di svolgere la prestazione in modalità agile.

Un impiegato amministrativo, tecnico o progettista può quindi trovarsi in una situazione diversa rispetto a chi lavora direttamente su linee produttive, impianti o macchinari, conta quindi la mansione effettiva.

Dal 2026 anche 10 ore per visite, esami e cure

Il contratto richiama anche un’altra tutela prevista dalla stessa legge.

Da quest’anno spettano anche 10 ore in più per visite, esami e cure. La misura, operativa dal 1° gennaio 2026, riguarda i lavoratori che rientrano nelle condizioni previste dalla Legge 106/2025.

Per le patologie oncologiche, la norma fa riferimento anche alle fasi di trattamento e di follow-up previste.

Le stesse 10 ore spettano inoltre al dipendente con un figlio minorenne che presenta una delle condizioni individuate dalla legge.

Il CCNL consente inoltre di utilizzare, nella stessa giornata, anche quote di PAR per coprire in tutto o in parte le ore di lavoro restanti.